Roger Waters e David Gilmour erano tifosissimi dell’Arsenal, inserirono un coro da stadio in Fearless e fondarono il Pink Floyd Football Club.
Un colloquio per una panchina in Arabia Saudita si trasforma in un incubo in Marocco: la storia vera di Adrian Heath, del rapimento, della truffa e di come la famiglia e l’FBI lo hanno riportato a casa.
Molti ricordano Mick Jagger per i Rolling Stones. Pochi sanno che, negli anni ’90, fu tra i primi a trasmettere partite di cricket online, anticipando di decenni lo streaming sportivo moderno. La storia incredibile della rockstar che vide il futuro prima di tutti.
Il terzo scontro tra Ali e Frazier, passato alla storia come Thrilla in Manila, è ancora oggi simbolo di resistenza e rivalità: una lotta disumana che rivelò l’anima più cruda e autentica della boxe.
La vittoria dell’Afghanistan nel futsal giovanile asiatico trasforma Alireza Ahmadi in un simbolo nazionale e porta alla ribalta gli Hazara, minoranza emarginata sotto i talebani.
Perché tutti amano la fascia diagonale? La storia (inaspettata) del dettaglio più iconico del calcio
Dalla nobile tradizione militare alle maglie leggendarie di River Plate, Perù, Inter ed Everton: la fascia diagonale è diventata un’icona del calcio, tra identità, stile e storia.
Nel 1975 Pasolini e Bertolucci si sfidarono a calcio. In campo anche un giovanissimo Ancelotti. Una storia vera, dimenticata e incredibile.
Cent’anni fa una modifica al fuorigioco trasformò il calcio per sempre. Dietro quella decisione epocale c’era Bill McCracken, il difensore che con le sue trappole costrinse il mondo a riscrivere le regole del gioco.
La storia intensa di Eñaut Zubikarai: dall’arresto dei genitori legati a ETA alle ferite degli infortuni, fino alla Liga e alla Champions con la Real Sociedad. Un destino segnato dalla politica e dal calcio.
La figura di Ernest Wilimowski, calciatore slesiano che giocò per Polonia e Germania nazista, riapre ferite storiche e identitarie. Eroe per alcuni, traditore per altri: chi era davvero?
Amato a Mosca, dimenticato dal mondo: Fëdor Čerenkov fu il talento più puro e fragile del calcio sovietico, un artista perseguitato dalla mente e dal sistema. La sua storia è quella di un genio che giocava come si scrive una poesia — e che pagò il prezzo della propria sensibilità.
Un campione amato da tutti, 24 presenze in nazionale e un gol leggendario. Ma a Gaza, Suleiman Obeid è morto cercando cibo per i suoi figli. Una vita tra gloria e fame, diventata simbolo della tragedia di un popolo.

















