artemis II terra luna
Fonte: Nasa

Lontano dalla Terra: le immagini dell’Artemis II che riscrivono lo sguardo umano sullo spazio

A quasi duecentomila miglia dalla Terra, mentre la capsula Orion della missione Artemis II si preparava a scomparire dietro il lato nascosto della Luna, gli astronauti non avevano più nulla da fare se non osservare, in silenzio, ciò che lentamente si allontanava davanti ai loro occhi: una sottile falce azzurra, fragile e luminosa, sospesa nel vuoto, che scivolava verso l’orizzonte grigio e craterizzato del paesaggio lunare.

Era il momento dell’Earthset, il tramonto della Terra, catturato in una delle immagini diffuse dalla NASA e dalla Casa Bianca, una visione che richiama inevitabilmente quella celebre del 1968, quando gli astronauti dell’Apollo 8 offrirono per la prima volta all’umanità uno sguardo esterno su se stessa; ma questa volta il movimento è inverso, e proprio per questo forse ancora più carico di significato, perché ciò che si osserva non è l’apparizione del pianeta, bensì la sua scomparsa.

artemis II terra luna
Fonte: Nasa

Per quaranta minuti l’equipaggio è rimasto completamente isolato, senza comunicazioni con la Terra, mentre la navicella attraversava il lato nascosto della Luna, e in quel tempo sospeso l’immagine del pianeta che si abbassa lentamente sull’orizzonte ha assunto i contorni di un commiato, tanto più potente perché condiviso da chi, in quel momento, rappresentava simbolicamente l’intera umanità. Quando le comunicazioni sono state ristabilite, le parole dell’astronauta Christina Koch hanno restituito la misura emotiva dell’esperienza:

Sceglieremo sempre la Terra. Sceglieremo sempre gli uni gli altri.

E tuttavia, se il tramonto della Terra ha segnato il momento più contemplativo della missione, ciò che è apparso subito dopo ha spinto lo stupore su un piano ancora diverso, perché, emergendo dall’altro lato della Luna, l’equipaggio si è trovato di fronte a un’eclissi solare osservata da una prospettiva mai sperimentata prima da esseri umani: il disco del Sole oscurato dal profilo lunare, la corona che si dispiega in filamenti luminosi, un alone di luce che contorna il bordo della Luna e si staglia su uno sfondo disseminato di stelle.

artemis II terra luna
Fonte: Nasa

In quell’oscurità non priva di luce, pianeti come Saturno e Venere risultavano visibili, mentre la superficie lunare, illuminata indirettamente dal riflesso della Terra, rivelava rilievi e avvallamenti, come se due sistemi di luce — quello diretto e quello riflesso — si intrecciassero per costruire una scena che sfugge alle categorie abituali della percezione.

Il pilota della missione, Victor Glover, ha ammesso la difficoltà di tradurre quell’esperienza in immagini o parole, sottolineando come ciò che stavano osservando eccedesse, in qualche modo, le capacità percettive abituali: “Probabilmente non siamo evoluti per vedere qualcosa del genere”, ha detto, lasciando intendere che, oltre una certa soglia, la visione diventa esperienza liminale. Le fotografie diffuse sono la traccia visibile di un punto di vista che l’umanità ha conquistato solo in rare occasioni, e che ogni volta costringe a ridefinire la propria posizione nel cosmo, mostrando quanto sottile, distante e allo stesso tempo condivisa sia quella linea azzurra che chiamiamo casa.

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