Nella serie post-apocalittica Pluribus, una scrittrice di romanzi romantasy resiste a un virus alieno che annulla la mente collettiva. Un racconto sul valore del pensiero critico, della voce individuale e della libertà di creare, anche tra cliché e bestseller.
L'acquisizione di Warner Bros. da parte di Netflix (o Paramount Skydance) solleva interrogativi cruciali sul futuro dell’arte cinematografica, tra rischi di monopolio, memoria culturale e nuove forme di produzione nell’era dello streaming.
Guillermo del Toro realizza il suo Frankenstein più intimo e imperfetto: un’opera visivamente sontuosa ma segnata dalle contraddizioni del nostro tempo. Un film che riflette sull’arte, sull’ambizione e sul dolore della creazione.
Quindici anni dopo, il capolavoro di David Fincher e Aaron Sorkin su Facebook appare più attuale che mai: un ritratto della solitudine nell’era della connessione, dove l’ambizione, il desiderio e l’alienazione si fondono nel codice sorgente della nostra epoca.
La stagione finale della serie cult di Netflix è piacevole da guardare. Ma basta questo?
Dalla fuga dall’Europa nazista alla rivoluzione del linguaggio teatrale, fino al capolavoro finale Leopoldstadt: l’eredità visionaria di Tom Stoppard raccontata come non l’avete mai letta. Un viaggio nella mente inquieta e brillante del drammaturgo che ha riscritto il senso stesso di “intelligenza” a teatro.
Nel film Springsteen: Deliver Me From Nowhere, Scott Cooper racconta il momento più fragile del Boss: la nascita di Nebraska, un disco di solitudine e redenzione. Tra silenzi, padri irrisolti e sogni infranti, emerge un ritratto intimo dell’America ferita e dell’uomo che provò a cantarla senza più crederci davvero.
La riunione di condominio di Santiago Requejo trasforma una banale assemblea in una potente metafora della società contemporanea: tra egoismi, paure e la presenza del “diverso”, un film che riflette sulla fragilità della democrazia e sulla difficoltà di convivere davvero.
Un approfondimento sull'estetica di Terrence Malick, regista-filosofo che ha rivoluzionato il cinema con luce naturale, narrazione frammentata e spiritualità visiva. Da The Tree of Life a A Hidden Life, un viaggio nella poesia del tempo.
Amores Perros, l’opera prima di González Iñárritu, compie 25 anni: tra mostra alla Fondazione Prada, omaggi e riflessioni sul Messico del 2000, il film è ancora una ferita aperta nella storia del cinema.
Ha insegnato a Hollywood che la vulnerabilità può essere un’arma. Diane Keaton, tra genio e ironia, ha trasformato la fragilità in fascino e la solitudine in libertà.
Una vita per il cinema e la natura. L’impatto di Redford su Hollywood, il Sundance Institute e la cultura indipendente negli ultimi 50 anni.

















