Danimarca, Norvegia e Svezia stanno ridefinendo il linguaggio della recitazione: uno stile sobrio, psicologico e profondamente umano che conquista il cinema globale.
Nel nord-est del Brasile, il piccolo paese di Cabaceiras è diventato un set cinematografico naturale. Tra paesaggi aridi, turismo e nuove sfide climatiche, la “Hollywood brasiliana” cerca il suo futuro.
Il cinema piange Robert Duvall. Riviviamo le sue 10 battute più iconiche nei film che hanno fatto la storia, da Apocalypse Now a Il Padrino.
Una lista da vedere e leggere dopo Wake Up Dead Man: dieci gialli leggendari, da Sherlock Holmes ad Argento, tra delitti impossibili, stanze chiuse e colpi di scena memorabili.
Un ritratto del cinema di Paul Thomas Anderson, regista capace di raccontare la solitudine americana attraverso film come There Will Be Blood, Magnolia e Phantom Thread.
Ritratto di Lou Ye, autore simbolo del cinema cinese contemporaneo, tra film proibiti, compromessi con la censura e il nuovo documentario musicale su Re-TROS.
Perché ci siamo innamorati di Capeside e perché, tra triangoli amorosi e idealismo anni Novanta, la serie continua a parlare anche oggi.
Per anni è stata “la moglie di” e “la madre di”. Poi Eleanor Coppola ha deciso di prendersi la scena
Nel memoir postumo Two of Me, Eleanor Coppola racconta cosa significa vivere nell’ombra di Francis Ford e Sofia Coppola, tra creatività, matrimonio, malattia e la conquista tardiva di una libertà finalmente sua.
Nel 2006 Crash vinse l’Oscar per il miglior film battendo il favorito Brokeback Mountain. A vent’anni di distanza, ecco come nacque quella vittoria sorprendente e perché resta una delle decisioni più controverse della storia degli Academy Awards.
I Simpson festeggiano l’800° episodio su Fox. Dalle origini nel 1987 al successo globale, ecco perché la serie di Matt Groening continua a reinventarsi senza fine.
Dal Brasile della dittatura militare agli Oscar, Kleber Mendonça Filho usa il cinema per recuperare la storia rimossa, sfidare l’oblio e raccontare un paese in bilico tra memoria e potere.
Un omaggio a Béla Tarr, il visionario regista ungherese che ha trasformato il cinema in una meditazione sul tempo, la fine e l’umano. Dai capolavori in bianco e nero all’impegno pedagogico a Sarajevo, un ritratto profondo di un autore incrollabile.

















