Un accordo di pace tra Russia e Ucraina sembra all’orizzonte, ma non grazie alla diplomazia occidentale. Un editoriale sul caos delle trattative, la resistenza di Kyiv e il rischio di un compromesso ottenuto più per caso che per strategia.
Una riflessione lucida e dolorosa sulla guerra, sull’indifferenza e sulle illusioni di tregua.Un testo che smonta la retorica dell’“inevitabile”, ricordando che ogni conflitto è una scelta collettiva e che la pace non è l’assenza di bombe, ma la capacità di guardare l’ingiustizia senza distogliere lo sguardo.
Il celebre studioso dell’Olocausto Norman J. W. Goda difende Israele dalle accuse di genocidio, sostenendo che l’uso improprio del termine rischia di svuotare la memoria della Shoah e di trasformare il diritto internazionale in un’arma ideologica. Un dibattito che divide profondamente gli storici.
In Italia si ripete che “con la cultura non si mangia”. I dati dicono il contrario, ma i governi continuano a trattare arte e patrimonio come un'attività superflua. Francia e Germania investono, l’Italia taglia: e paga il prezzo di un’illusione miope.
Zohran Mamdani diventa sindaco di New York: giovane, socialista e musulmano. Trump lo attacca. Una nuova guerra culturale è appena iniziata.
Dopo due anni di guerra e settantamila morti, Hamas accetta lo scambio e la tregua. Ma dietro l’accordo mediato da Trump si nasconde una resa diplomatica, un Medio Oriente esausto e una Gaza che forse non rinascerà mai. Un’analisi geopolitica oltre la retorica della pace.
La netta vittoria filo-europea in Moldavia non è un episodio locale ma un segnale geopolitico: tra le pressioni russe e l’ombra della guerra in Ucraina, il piccolo Paese diventa un laboratorio politico che racconta il futuro dell’Europa.
L’attacco russo in Polonia smaschera l’illusione della NATO. Gli USA si ritirano, l’Europa resta inerme. È la resa dei conti: o il continente diventa adulto e si difende da solo, o accetta di vivere prigioniero delle scelte altrui.
Nell’est dell’Ucraina, intere generazioni studiano a tre piani sotto terra, in scuole-bunker nate dalle macerie dei bombardamenti. Tra sirene, libri e murales al posto delle finestre, il Paese costruisce nel silenzio la sua più profonda forma di resistenza.
Dalle piazze del Nepal a quelle dell’Indonesia, la bandiera di One Piece è diventata il simbolo globale delle proteste giovanili contro corruzione e disuguaglianze. Unisce la cultura pop e la ribellione politica, trasformando la fantasia dei pirati in una nuova lingua della libertà.
La crisi alimentare a Gaza non uccide solo oggi, ma compromette il domani. Ecco come la malnutrizione agisce sul corpo dei bambini e perché i suoi effetti dureranno decenni.
Il Nepal è travolto da una rivolta senza precedenti: Parlamento e Corte Suprema incendiati, il premier Oli costretto alle dimissioni, l’esercito al comando. Giovani contro corruzione e disuguaglianze: un reportage da Kathmandu tra caos, speranza e paura.

















