Gilles Deleuze in Pourparler riflette sulla modernità, mettendo in discussione alcuni capisaldi della cultura moderna. Nella sua riflessione analizza soprattutto il rapporto tra creazione, riflessione e imitazione.
Campo lungo, terra rossa, America. Sterpaglie, sabbia portata in giro dal vento. Caldo, un caldo tutt’altro che piacevole, un caldo che ti fa sentire in un forno in cui il protagonista dell’arrosto sei tu. Campo lungo ancora, ma con alcuni particolari. Al centro di un campo di terra rossa quadrangolare c’è un ragazzo dinoccolato e magro
Il giardino dei Finzi-Contini é un libro diviso in due parti. Mondi distanti pur essendo contemporanei, mondi paralleli vicini eppure distanti. Realtà spirituali divise da un muro geografico, da una recinzione che sottolinea un dentro e un fuori. Giorgio Bassani vuole sottolineare una solitudine che appare dalla divisione fisica dalla città, ma che si inalbera tra scelte politiche e sociali.
Italo Calvino manca da trentaquattro anni al mondo della letteratura. Il suo sguardo beffardo e sempre leggero avrebbe attraversato ancora con grande attualità la contemporaneità, come una saetta alla ricerca di un punto di vista originale e innovativo
La recente avventura di un gruppo di ragazzi italiani che hanno vinto la Rickshaw Run, ovvero la gara di beneficenza più pazza del mondo come definita dagli stessi organizzatori, ha riacceso in molti lettori nostrani le fantasie che al viaggio sono legate.
Il 29 luglio è stato il giorno dell’Overshoot, le risorse della Terra non sono più sufficienti a soddisfare le nostre esigenze. Anno dopo anno questo giorno arriva sempre più in anticipo: nel 2000 era il 23 settembre, nel 2004 l’1 settembre. Un’escalation sempre più preoccupante
Hong Kong, albergo di lusso, ultimo piano. Tra fumo di sigari, whiskey, pezzi grossi dell’esercito e ricchi cinesi si sfidano a biliardo e poker c'è anche un americano. È il più ubriaco di tutti, ma la sua virilità generosa, la sua simpatia, la sua umanità gli permettono di conquistare tutti gli astanti.
Chiunque si sia avventurato per le strade di Lisbona in un qualunque pomeriggio estivo, riconoscerà chiaramente la sensazione che oggi vorrei raccontarvi. Una luce forte soffocante, un profumo di macerie e mare, un silenzio interrotto da qualche riproduttore audio poggiato sopra un frigorifero, ma soprattutto una quiete immobile che appare irreale.
Várzea è un termine brasiliano che indica qualcosa di improvvisato o che non funziona nel modo corretto. Tipico dello stato di San Paolo, è un chiaro riferimento al tipo di campo irregolare di argilla in cui agli albori, nella fine del IXX secolo, venivano disputate le partite di calcio. Oggi il termine ha assunto un significato più ampio, indicando i tornei amatoriali che arricchiscono le giornate nelle favelas brasiliane.
Lo sport serio non ha niente a che vedere con il fairplay. È semmai strettamente legato all’astio, alla gelosia, alla vanagloria, alla noncuranza di qualsiasi regola e al sadico piacere di assistere a manifestazioni di violenza: in altre parole è come la guerra, ma senza l’esecuzione»
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