La risposta brasiliana a Hollywood: il piccolo paese dove il cinema incontra la siccità

Cabaceiras cinema

Gli attori che si presentavano davanti alla telecamera erano dilettanti, ma quasi tutti avevano già avuto almeno un contatto con il mondo del cinema. C’era un allevatore che in passato aveva interpretato un cacciatore di taglie in un film d’azione dal sapore western. Una cuoca timida che, qualche anno prima, aveva fatto la comparsa come ballerina in un film d’autore. E una nonna piena di energia che ricordava con orgoglio il suo debutto sul grande schermo in una commedia molto amata, più di vent’anni fa. «Possiamo fare tutto», ha raccontato al NYT Maria Edite Santos França, 71 anni, durante l’attesa per il provino. «Se ci dite di ridere, ridiamo. Se ci dite di piangere, piangiamo».

Il set, però, non si trova a Hollywood. Siamo a Cabaceiras, un piccolo centro di poco più di cinquemila abitanti nel nord-est arido del Brasile. A oltre novemila chilometri dagli studios di Los Angeles, questo villaggio sperduto da quasi un secolo è uno dei luoghi preferiti del cinema brasiliano. Dal 1929 a oggi qui sono stati girati almeno cinquanta film e serie televisive. Il segreto del successo sta nel paesaggio che circonda il paese. Cabaceiras è considerata la località più secca del Brasile. La pioggia è rara e la terra, polverosa e brulla, sembra uscita da un film western. Proprio questa condizione, che rende difficile la vita quotidiana degli abitanti, è diventata un sogno per registi e scenografi: il cielo è quasi sempre limpido e le riprese possono essere organizzate durante tutto l’anno.

Cabaceiras cinema

Il paese ha fatto di questa identità una vera e propria attrazione. All’ingresso di Cabaceiras si viene accolti da una gigantesca lavagna da ciak e da un portale decorato con enormi pellicole cinematografiche. Sui marciapiedi compaiono stelle gialle che ricordano quelle della Walk of Fame di Hollywood. Sulle colline che circondano il villaggio campeggia persino una grande scritta: Roliúde, la pronuncia brasiliana di Hollywood. Il nome compare ovunque: nella stazione di servizio, nella macelleria, nella locanda locale, dove è stato allestito anche un piccolo cinema improvvisato. Alcune pizzerie hanno perfino battezzato le loro pizze con i titoli dei film girati qui.

La pioggia è rara e la terra, polverosa e brulla, sembra uscita da un film western. Il cielo è quasi sempre limpido e le riprese possono essere organizzate durante tutto l’anno.

In una calda mattina di lunedì, qualche decina di persone si è riunita nell’atrio di un ufficio comunale per partecipare a un casting. Tutti sperano di ottenere un piccolo ruolo in un cortometraggio che racconta la storia del paese. All’interno di una stanza buia trasformata in studio improvvisato, i partecipanti devono improvvisare alcune battute. Qualcuno si imbarazza e scoppia a ridere per la tensione. Altri partono troppo presto, prima che la telecamera inizi a registrare. Molti, però, dimostrano un’esperienza sorprendente. Per molti di loro il cinema non è solo una fonte di reddito, ma anche una forma di espressione e di identità culturale.

Non lo facciamo solo per i soldi. Lo facciamo per l’arte. E perché racconta chi siamo.

Aline Soares, cuoca trentenne

Secondo gli storici, il primo film girato qui fu un documentario del 1929 dedicato alla vita quotidiana del nord-est brasiliano. Ma la vera svolta arrivò nel Duemila, con una commedia che raccontava le disavventure di due truffatori squattrinati. Il film ebbe un enorme successo e trasformò Cabaceiras in una destinazione cinematografica. Negli ultimi anni il paese è diventato anche il set naturale di diverse serie televisive dedicate ai banditi leggendari del folklore brasiliano, prodotte da piattaforme di streaming come Disney+ e Amazon Prime.

Le produzioni cinematografiche hanno portato benefici economici significativi. Le troupe pagano centinaia di dollari per affittare case, fattorie, cavalli e altri animali, e anche i piccoli ruoli possono garantire entrate importanti per gli abitanti. Una comparsa guadagna circa 30 dollari al giorno. Affittare un cavallo o una capra può fruttare quasi 40 dollari. E pronunciare una sola battuta davanti alla telecamera può arrivare a 300 dollari, una cifra superiore al salario minimo mensile.

Ma anche questa piccola Hollywood affronta le sue difficoltà. L’arrivo delle troupe ha aumentato la richiesta di acqua in una regione dove l’acqua è sempre stata una risorsa rara. Inoltre il cambiamento climatico rende le piogge sempre più imprevedibili, complicando l’organizzazione delle riprese.

A tutto questo si aggiunge l’avanzata delle nuove tecnologie. Oggi paesaggi esotici possono essere ricreati digitalmente grazie all’intelligenza artificiale, evitando alle produzioni costosi viaggi. Non è un caso che negli ultimi tempi alcuni residenti hanno notato un calo delle produzioni cinematografiche. Persino il sequel della celebre commedia che rese famoso il paese è stato girato in uno studio di Rio de Janeiro. Una scelta che a Cabaceiras non è stata accolta bene.

Nonostante queste delusioni, il paese continua a coltivare la propria identità cinematografica, che nel tempo è diventata anche un’attrazione turistica. Quando un autobus turistico si ferma davanti all’entrata di Cabaceiras, i visitatori vengono accolti con un entusiasmo contagioso al grido:

Benvenuti nella famosa Hollywood del nord-est!

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