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Tour de France 2025: il duello del secolo è servito, e l’Italia sogna in grande

Il Tour de France 2025 è alle porte e, come ogni anno, promette meraviglia. La corsa più prestigiosa del ciclismo mondiale si snoderà tra le Alpi, i Pirenei e i paesaggi più iconici di Francia, in un mix di tappe leggendarie e nuove sorprese. Con ventuno tappe in 23 giorni, la 112ª edizione si annuncia come una delle più entusiasmanti di sempre.

Il duello che ha definito questa epoca ciclistica è pronto a ripetersi: Tadej Pogacar contro Jonas Vingegaard. I due giganti del pedale si affronteranno ancora, senza infortuni pre-gara, nella miglior condizione fisica possibile. Pogacar, 26 anni, e Vingegaard, 28, saranno accompagnati da squadre finalmente all’altezza l’una dell’altra: la UAE Emirates schiera Joao Almeida e Adam Yates, mentre la Visma Lease-a-Bike risponde con Matteo Jorgenson e Simon Yates, fresco vincitore del Giro d’Italia.

Ma in agguato c’è Remco Evenepoel, terzo al debutto lo scorso anno e pronto a dimostrare di poter lottare anche sulle salite più dure. E poi c’è sempre lui, Primoz Roglic, 35 anni, con ancora il Tour nel mirino: nella nuova maglia Red Bull-Bora-Hansgrohe, tenterà l’assalto affiancato dall’astro nascente Florian Lipowitz.

Ma non sarà solo una corsa per scalatori. La velocità pura trova in questa edizione una delle line-up più ricche di sempre: Jonathan Milan (Lidl-Trek) è la punta italiana, reduce da una stagione brillante e con l’obiettivo dichiarato di conquistare la maglia verde della classifica a punti. A supportarlo, nella stessa squadra, anche l’esplosivo Quinn Simmons. Milan dovrà vedersela con rivali di altissimo livello come Jasper Philipsen, Tim Merlier e l’eritreo Biniam Girmay, vincitore della maglia verde nel 2024.

Ma l’Italia non si affida solo allo sprint: Giulio Ciccone torna con ambizioni da scalatore puro e sogna la maglia a pois, mentre Filippo Ganna, portacolori della INEOS Grenadiers, sarà uno dei grandi favoriti nelle prove contro il tempo, in particolare nella cronometro di Caen. Andrea Bagioli (Lidl-Trek) proverà invece a cercare gloria nelle tappe di media montagna e negli arrivi in salita meno estremi.

Occhi puntati anche sulle giovani promesse. Mattias Skjelmose, danese della Lidl-Trek ma ormai adottato dal pubblico italiano per la sua vicinanza a Milan, è stato l’unico quest’anno a battere Pogacar in salita, e sarà tra i pretendenti alla maglia bianca.

Il percorso del Tour 2025, d’altra parte, sembra pensato per favorire gli attacchi a viso aperto. Il ritorno di tappe leggendarie come quella di Mont Ventoux, la cronoscalata a Peyragudes e l’arrivo in quota a La Plagne aggiungono un sapore classico, quasi retrò, a un’edizione che però guarda avanti. Le prime frazioni, con arrivi a Lille, Boulogne-sur-Mer e Dunkerque, promettono volate spettacolari, rese ancora più tese dalla possibilità concreta di indossare la maglia gialla già dalla prima giornata.

Non mancheranno poi i momenti da ricordare: il 14 luglio, festa nazionale francese, si correrà tra i vulcani del Massiccio Centrale; la tappa del Mont Ventoux arriva subito dopo il secondo giorno di riposo, quando le gambe pesano e il caldo può diventare un avversario in più; infine, il gran finale di Parigi torna dopo l’intervallo olimpico del 2024, ma con una novità: tre passaggi sul Montmartre, già protagonista alle Olimpiadi, che potrebbero sconvolgere l’ultima tappa, storicamente riservata ai velocisti.

In televisione, sarà l’ultima volta che gli spettatori britannici potranno seguire il Tour in chiaro su ITV, mentre in Francia e Italia la copertura sarà garantita da Eurosport e piattaforme streaming. Negli Stati Uniti, invece, la diretta sarà trasmessa integralmente da Peacock.

Tra rivalità accese, nuove geografie del ciclismo e la voglia di riscatto di molti big, il Tour 2025 è pronto a scrivere un’altra pagina memorabile della sua storia. Ventuno tappe, tre settimane, migliaia di chilometri. E uno spettacolo che, come sempre, va oltre lo sport.

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