ai slop

2025, l’anno in cui l’intelligenza artificiale ha invaso le nostre menti (e i nostri schermi)

Il 2025 sarà ricordato come l’anno in cui l’intelligenza artificiale ha varcato una nuova soglia, non più solo linguistica ma visiva. Se i modelli testuali come ChatGPT avevano già superato da tempo il test di Turing, confondendo i lettori umani con le loro risposte fluide, quest’anno è toccato alle immagini e ai video generati dall’A.I. diventare così realistici da risultare indistinguibili dalla realtà.

Con il proliferare di modelli grafici da parte di colossi come OpenAI, Meta e Google, la produzione di contenuti generati dall’intelligenza artificiale ha invaso ogni angolo del web. Fan art, animali adorabili, ma anche scene di guerra e propaganda politica, tutto a portata di prompt. Il termine slop, inizialmente coniato in tono dispregiativo per descrivere questi contenuti, si è trasformato in simbolo del nuovo ecosistema mediatico. E con esso sono nati nuovi neologismi: slopper per indicare chi si affida all’A.I. per pensare al proprio posto, o agitslop per descrivere la propaganda generata artificialmente.

Il cambiamento più inquietante non è tanto nella qualità estetica quanto nella sua pervasività. Il Presidente degli Stati Uniti ha fatto spesso uso diretto di contenuti A.I. per promuovere le sue politiche e deridere gli oppositori. Sam Altman, CEO di OpenAI, è diventato un meme vivente nella piattaforma Sora, una specie di TikTok dell’AI, lanciata dalla sua stessa azienda.

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Tra i momenti più emblematici dell’anno, si ricorda il selfie in stile Studio Ghibli di Altman con i suoi collaboratori. L’immagine ha fatto il giro del mondo, trasformando l’estetica calda e artigianale dei film di Miyazaki in uno sfondo per una distopia digitale. Peggio ancora, quando la Casa Bianca ha sfruttato lo stesso stile per promuovere una retorica anti-immigrazione, pubblicando un’immagine dell’arresto di una donna definita “criminale aliena”.

In primavera, Google ha lanciato Veo 3, capace di produrre clip video realistici di otto secondi a partire da semplici istruzioni testuali. Non ci è voluto molto prima che qualcuno lo usasse per creare un filmato di otto minuti sull’Apocalisse, con angeli e cavalli dell’Inferno che sembravano usciti da una versione low budget di Game of Thrones. Nessun set, nessun attore, solo una tastiera e un prompt.

Poco dopo, un vero video girato in California mostrava alcuni coyote intenti a saltare su un trampolino da giardino. Bastò quello per dare il via a un’ondata di video A.I. con animali acrobati: conigli che sfidano la gravità, orsi che rimbalzano fino a sfondare il telo elastico, alci che si esibiscono in piroette notturne. Il trucco funzionava perché molti di questi slop assumevano l’estetica delle telecamere a infrarossi, con creature sfocate e notturne che sembravano provenire da documentari amatoriali. A guardarli bene, c’erano dettagli assurdi, come animali che comparivano dal nulla, sagome che si moltiplicavano senza logica, ombre senza coerenza. Ma nel flusso continuo del feed, chi si ferma più a notare le incongruenze?

Anche la politica ha imparato in fretta. L’ex governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, ha lanciato uno spot generato da intelligenza artificiale in cui una serie di “criminali”, costruiti su stereotipi grotteschi e razzisti, esprimevano il proprio sostegno per un candidato rivale. Nessun attore, solo avatar digitali e uno script che nessun regista avrebbe mai accettato. Dopo la rimozione del video, sono spuntati profili anonimi che si fingevano cittadini indignati. Anche quelli, come poi si è scoperto, erano creazioni A.I.

Donald Trump, come sempre, ha alzato la posta. Ha condiviso un video in cui Gaza veniva trasformata in un parco giochi dorato con statue a sua immagine, poi un altro in cui volava su un jet militare bombardando i suoi oppositori con escrementi, e infine una clip che lo mostrava mentre elogiava fantomatici ospedali dotati di “MedBed”, tecnologia curativa uscita da forum complottisti.

Il video shock in A.I. di Trump lo mostra mentre scarica escrementi sui manifestanti “No Kings”.

Lo slop ha poi fatto il suo ingresso anche nella pubblicità. In Olanda, McDonald’s ha lanciato uno spot natalizio interamente realizzato con l’intelligenza artificiale. La narrazione mostrava una sequenza di piccoli disastri domestici durante le feste, suggerendo che l’unica via d’uscita fosse rifugiarsi in un McDonald’s caldo e accogliente. Il pubblico ha reagito con freddezza e le critiche non sono mancate, così l’azienda ha ritirato la campagna, scusandosi per aver sottovalutato il valore emotivo delle tradizioni natalizie.

Il 2025 ha reso visibile ciò che per anni era rimasto sullo sfondo. Lo slop si è diffuso ovunque, trasformando l’immaginario collettivo. E ora che le immagini artificiali si mescolano perfettamente a quelle reali, non resta che chiederci se sapremo distinguerle, e soprattutto se vorremo davvero farlo.

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