energia pulita Global Renewables Watch

L’ascesa dell’energia pulita vista dallo Spazio

Dal cielo, la rivoluzione dell’energia pulita appare come una trasformazione silenziosa ma continua. Una nuova analisi condivisa dal New York Times mostra come in tutto il mondo stiano aumentando a ritmo sostenuto gli impianti di energia solare ed eolica, ormai diventati più economici, affidabili e accessibili che mai. Per tracciare e monitorare questo cambiamento in tempo reale, alcuni ricercatori hanno sviluppato il progetto Global Renewables Watch: una mappa globale e aggiornata che mostra tutti gli impianti eolici terrestri e i grandi parchi solari attualmente esistenti. Usando immagini satellitari ad alta risoluzione e software di intelligenza artificiale, il progetto — nato dalla collaborazione tra The Nature Conservancy, Planet e l’AI for Good Lab di Microsoft — si propone come un vero e proprio “atlante vivente” delle energie rinnovabili.

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La situazione italiana nel secondo trimestre del 2024 | Fonte: Global Renewables Watch

L’idea alla base è semplice ma potentissima: offrire uno strumento che possa aiutare ingegneri, urbanisti, governi e investitori a capire dove ha più senso costruire nuovi impianti e come farlo in modo sostenibile, senza sprecare risorse e senza danneggiare habitat naturali o terreni agricoli. Perché, come spiega Joseph Kiesecker, scienziato capo di The Nature Conservancy e parte del team che ha lavorato fin dall’inizio al progetto: “Gran parte dello sviluppo ha colto i frutti più a portata di mano“. In altre parole, molti dei siti ideali per l’energia rinnovabile sono già stati utilizzati. E ora la sfida è più complessa: serve pianificare bene, in modo intelligente e strategico.

I dati raccolti danno un’istantanea chiara e globale della situazione attuale dell’energia pulita sulla terraferma. Anche se non includono, per ora, i pannelli solari installati sui tetti. A livello mondiale, la Cina guida la classifica con la maggiore capacità installata sia per il solare che per l’eolico, con progetti sempre più estesi che si espandono nelle regioni interne del Paese. È, inoltre, il maggior produttore di pannelli solari venduti nel mondo (circa l’80%). Negli Stati Uniti, invece, è avvenuto un sorpasso storico: per la prima volta nel 2023, la produzione combinata da solare ed eolico ha superato quella da carbone. Il solo solare ha rappresentato oltre l’80% della nuova capacità installata nel 2024, con un terzo dell’intera produzione concentrata in Texas.

Nell’Unione Europea, l’energia solare ed eolica hanno generato quasi un terzo di tutta l’elettricità consumata, superando per la prima volta l’insieme dei combustibili fossili. In particolare, le regioni settentrionali, esposte a venti costanti, sono diventate l’epicentro dell’energia eolica. In Danimarca, ad esempio, il vento ha prodotto il 60% dell’elettricità nel 2024. Ma anche il solare è cresciuto molto, soprattutto in forma domestica, grazie alla diffusione dei pannelli cinesi, sempre più economici.

I costi dei pannelli solari sono crollati negli ultimi dieci anni. Uniti agli alti prezzi del gas causati dall’invasione russa dell’Ucraina, oggi esiste una fortissima convenienza economica nell’investire sul solare.

Dave Jones, direttore di Global Insight presso Ember

Un altro fattore decisivo in questa transizione è l’evoluzione tecnologica delle batterie: sistemi di accumulo più efficienti e meno costosi permettono di sfruttare l’energia solare anche dopo il tramonto, quando le famiglie accendono luci, cucinano, fanno lavatrici o guardano la TV. E mentre i parchi eolici incontrano difficoltà sempre maggiori — dagli iter burocratici troppo lunghi agli impatti ambientali — l’energia solare si conferma l’opzione più flessibile, rapida e conveniente per aumentare la capacità energetica, sia con grandi impianti, sia con installazioni più piccole in ambito residenziale.

Gli esempi si moltiplicano. In Australia, il boom del solare è spinto da una forte volontà politica di raggiungere l’obiettivo “net-zero” entro il 2050. Grazie ad incentivi pubblici e investimenti mirati, oggi il sole copre un quarto dell’intera domanda elettrica del Paese. In Brasile, l’espansione del solare e dell’eolico ha aiutato a bilanciare l’instabilità della produzione idroelettrica, sempre più esposta alla siccità. Mentre in Messico, Turchia e Vietnam, il solare si sta diffondendo più rapidamente dell’eolico, anche grazie alla facilità con cui può essere installato quasi ovunque.

Il progetto Global Renewables Watch fotografa soprattutto i grandi impianti solari connessi alla rete, ma nei Paesi in via di sviluppo il vero boom si gioca spesso fuori dai radar ufficiali: sono i pannelli installati su tetti, fattorie e fabbriche, con l’obiettivo di abbassare le bollette e proteggersi dai blackout. In Pakistan, ad esempio, terzo importatore mondiale di pannelli solari l’anno scorso, la quasi totalità degli impianti è di tipo off-grid (impianti installati senza collegamenti alle utenze nazionali o locali).

Ma tutto questo, avvertono gli esperti, non significa che la transizione alle rinnovabili sia garantita.

Ci sono segnali contrastanti. In Somalia, la produzione di energia solare è passata dallo 0% al 17% in soli dieci anni, grazie al sostegno del programma USAID Power Africa, che però è stato drasticamente ridimensionato durante l’amministrazione Trump. In Vietnam, lo sviluppo delle rinnovabili è decollato dopo che il governo aveva introdotto tariffe incentivanti garantite per gli impianti solari. Ma una proposta per annullare retroattivamente quegli incentivi ora minaccia miliardi di dollari di investimenti. Negli Stati Uniti, infine, lo stesso Trump ha promosso apertamente un ritorno ai combustibili fossili, cercando di rallentare la transizione verso le energie rinnovabili.

Il problema è che, nonostante la crescita del solare e dell’eolico, la domanda globale di combustibili fossili continua ad aumentare, e con essa le emissioni. Le temperature globali salgono, e secondo l’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili, per rispettare gli impegni dell’Accordo di Parigi sarebbe necessario raddoppiare la quantità di nuovi impianti rinnovabili ogni anno.

È proprio per questo che i ricercatori sperano che rendere pubblici i dati di Global Renewables Watch possa aiutare a migliorare la pianificazione delle infrastrutture e la loro implementazione.

Dal cielo, i pannelli e le turbine raccontano una nuova geografia dell’energia. Ma a terra, tutto dipende dalla volontà politica, dagli investimenti e dalla capacità di immaginare un futuro diverso. Non è solo una mappa. È una direzione.

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