Nel panorama sportivo del secolo scorso non c'è stato atleta più grande e significativo di Muhammad Ali: per quello che ha ottenuto sul ring ma, altrettanto chiaramente, per quanto ha fatto fuori da esso.
L’Italia piange la scomparsa di Gigi Proietti, figura centrale della cultura e della vita italiana; soprattutto, a piangere la dipartita del grande attore è Roma, la sua Roma.
Se dovessimo raccontare la scomparsa di Luis Sepúlveda, dovremmo raccontarla come una fuga verso l’alto, come una storia di passione e di vita. Potremmo usare una tante metafore della vita a cui lo scrittore cileno ci aveva abituato.
Di Camus si è detto tutto e ancora se ne dirà, ma l’aspetto spesso trascurato o preso sottogamba è la sua viscerale passione per il calcio, costantemente presente nelle sue opere. Il calcio è il grimaldello dell’amicizia tra Rambert e Gonzalès ne La Peste (opera quantomai attuale), Jacques, l’alter ego di Camus ne Il Primo Uomo, si innamora del calcio da ragazzino;
È stato uno dei più grandi nomi di Hollywood, ma se non fosse entrato nel mondo della recitazione, Steve McQueen probabilmente sarebbe passato alla storia come un grande pilota.
Nel 1923 Gabriele D’Annunzio si era ormai ritirato nella villa di Cargnacco, il Vittoriale, ed in quel ritiro volontario si era appassionato al canottaggio, diventando un assiduo frequentatore delle Agonali del Reno, nome da lui ideato per omaggiare le regate sul Lago di Garda.
Probabilmente moltissime persone amano quel piccolo logo con il coccodrillo che caratterizza i capi di abbigliamento Lacoste, ma non ne conoscono la vera origine. Perché in realtà il marchio Lacoste è qualcosa che va oltre il mondo del tennis da cui trae le sue origini. A queste persone, chiediamo quindi: chi era veramente René Lacoste?
Quasi nel silenzio generale dalla fine di settembre nel Nagorno-Karabakh, un piccolo territorio tra l’Armenia e l’Azerbaigian, sono ripresi i combattimenti dopo 16 anni
La storia dello sport è costellata di protagonisti che hanno scelto di rischiare la loro carriera e la loro stessa esistenza pur di non inchinarsi alla propaganda di regime. Le loro scelte, i loro gesti ed il prezzo spesso corrisposto per il loro coraggio restano incisi nella memoria storica
Chi è quell’uomo con la sigaretta accesa e un maglione di cachemire in fondo alla sala? Quell’uomo é una delle penne più importanti del giornalismo italiano, non solo sportivo, si chiama Gianni Mura. Un giornalista che ha raccontato un’epoca e l’animo umano. Ha raccontando il lavoro, la bellezza della vita come operosità, fatica, ma anche piacere.
Quando si parla di campionati europei di calcio viene in mente solo un nome: Henri Delaunay, l'estroso calciatore/arbitro/dirigente sportivo francese che amava il calcio più della sua vita. Henri Delaunay fu definito Monsieur Europe per la sua voglia infinita di essere parte integrante nel mondo del calcio.

















