Moldavia: tra Russia e Europa, un Paese in bilico

Nel nostro precedente articolo Cosa rivelano le elezioni in Moldavia sull’Europa, abbiamo raccontato le tensioni geopolitiche che attraversano la Moldavia mentre il Paese è al bivio tra Bruxelles e Mosca. Questa galleria fotografica, basata sul reportage di Will Baxter, ne mostra il volto quotidiano tra propaganda, povertà, speranze europee e memorie sovietiche. Uno sguardo visivo a un Paese che vive sospeso tra due mondi.

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Un mosaico sovietico nella stazione centrale degli autobus di Chișinău. L’eredità dell’URSS è ovunque: nei monumenti, nelle lingue, nei ricordi. Ma anche nella nostalgia che alimenta la propaganda filorussa.
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Una donna cerca mais nel villaggio quasi disabitato di Roşietici. L’esodo verso l’estero e l’invecchiamento della popolazione hanno lasciato molte zone rurali in abbandono.
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A Vălcineț nel distretto di Ocnița, un bambino viene sollevato in aria durante la festa di Malanka, una celebrazione tradizionale di origini cristiano-pagane che segna il “Capodanno vecchio” secondo il calendario giuliano.
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Durante la parata del Giorno della Vittoria, una bambina saluta dal finestrino di un’auto decorata. Per molti cittadini russofoni, il 9 maggio non è solo commemorazione della fine della Seconda guerra mondiale, ma anche celebrazione identitaria dell’epoca sovietica. Una nostalgia che continua ad alimentare divisioni profonde nella Moldavia contemporanea, dove il passato è ancora una battaglia aperta.
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Durante la marcia del Reggimento Immortale, i partecipanti portano le foto dei propri antenati caduti nella guerra, accanto a uno striscione con il volto di Josef Stalin su una bandiera sovietica. Il culto della memoria si mescola ancora oggi alla propaganda.
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Messa del mattino di Natale nella chiesa di Santa Teodora di Sihla. Sempre più fedeli, soprattutto nella capitale, scelgono di celebrare il Natale il 25 dicembre secondo il calendario della Chiesa Ortodossa Romena, prendendo le distanze dalla data del 7 gennaio seguita dalla Chiesa filorussa. Decine di sacerdoti hanno abbandonato quest’ultima, segnando anche nella fede uno spostamento simbolico verso l’Europa.
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Una festa della comunità LGBT nella capitale moldava. In un Paese ancora profondamente conservatore e polarizzato, ogni momento di visibilità rappresenta un atto di coraggio. I diritti civili, inclusi quelli delle persone LGBTQ+, sono spesso al centro delle campagne di disinformazione promosse dalla propaganda filorussa, che li utilizza per alimentare paure e ostilità verso l’Occidente.
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Una manifestazione festeggia la decisione del Consiglio europeo di aprire i negoziati per l’adesione della Moldavia all’Unione Europea. In piazza si mescolano entusiasmo, speranza e determinazione. Ma dietro le bandiere blu e le note dell’inno europeo, resta vivo il timore che Mosca possa ancora ostacolare il percorso europeo del paese.

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