
Una donna cerca mais in un villaggio quasi disabitato. L’esodo verso l’estero e l’invecchiamento della popolazione hanno lasciato molte zone rurali in abbandono.

A Vălcineț nel distretto di Ocnița, un bambino viene sollevato in aria durante la festa di Malanka, una celebrazione tradizionale di origini cristiano-pagane che segna il “Capodanno vecchio” secondo il calendario giuliano.

Una scolaresca visita il Museo di Storia Militare della capitale moldava. Qui, tra uniformi sovietiche e mappe belliche, si costruisce ancora oggi una narrazione identitaria in bilico tra memoria e politica. Per le giovani generazioni, la Moldavia è un campo minato di racconti contrastanti: da un lato l’orgoglio nazionale, dall’altro la tentazione nostalgica e il peso della propaganda.

Durante la parata del Giorno della Vittoria, una bambina saluta dal finestrino di un’auto decorata. Per molti cittadini russofoni, il 9 maggio non è solo commemorazione della fine della Seconda guerra mondiale, ma anche celebrazione identitaria dell’epoca sovietica. Una nostalgia che continua ad alimentare divisioni profonde nella Moldavia contemporanea, dove il passato è ancora una battaglia aperta.

Durante la marcia del Reggimento Immortale, i partecipanti portano le foto dei propri antenati caduti nella guerra, accanto a uno striscione con il volto di Josef Stalin su una bandiera sovietica. Il culto della memoria si mescola alla propaganda: nella Moldavia divisa di oggi, anche il ricordo della vittoria diventa un campo di battaglia ideologico.

Un mosaico sovietico nella stazione centrale degli autobus di Chișinău. L’eredità dell’URSS è ovunque: nei monumenti, nelle lingue, nei ricordi. Ma anche nella nostalgia che alimenta la propaganda filorussa.

Messa del mattino di Natale nella chiesa di Santa Teodora di Sihla. Sempre più fedeli, soprattutto nella capitale, scelgono di celebrare il Natale il 25 dicembre secondo il calendario della Chiesa Ortodossa Romena, prendendo le distanze dalla data del 7 gennaio seguita dalla Chiesa filorussa. Decine di sacerdoti hanno abbandonato quest’ultima, segnando anche nella fede uno spostamento simbolico verso l’Europa.

Fumo denso si alza dalla centrale CET-1 della capitale. Dopo lo stop alle esportazioni di gas imposto dalla Russia nel 2022, la Moldavia ha accelerato la diversificazione energetica, tagliando la dipendenza da Mosca. Tuttavia, continua ad acquistare elettricità dalla regione separatista della Transnistria, sostenuta proprio dal Cremlino: una contraddizione che evidenzia la fragilità geopolitica del paese anche quando cerca l’autonomia.

Una festa della comunità LGBT nella capitale moldava. In un paese ancora profondamente conservatore e polarizzato, ogni momento di visibilità rappresenta un atto di coraggio. I diritti civili, inclusi quelli delle persone LGBTQ+, sono spesso al centro delle campagne di disinformazione promosse dalla propaganda filorussa, che li utilizza per alimentare paure e ostilità verso l’Occidente.

Un concerto e una manifestazione festeggiano la decisione del Consiglio europeo di aprire i negoziati per l’adesione della Moldavia all’Unione Europea. In piazza si mescolano entusiasmo, speranza e determinazione. Ma dietro le bandiere blu e le note dell’inno europeo, resta vivo il timore che Mosca possa ancora ostacolare il percorso europeo del paese.