Les Sables d’Olonne turisti

Una città balneare francese dichiara guerra ai turisti in costume: “Fuori dalla spiaggia, vestitevi!”

Nella pittoresca località balneare della Vandea di Les Sables d’Olonne, sulla costa occidentale francese, l’estate porta con sé un’orda di ombrelloni colorati, profumo di mare… e un fenomeno che il sindaco non intende più tollerare: turisti che passeggiano in città in costume da bagno.

Un po’ di contegno, per favore!“, ha scritto sui social Yannick Moreau, primo cittadino di Les Sables d’Olonne, lanciando un appello diretto soprattutto ai visitatori francesi che ogni anno affollano le sue spiagge. Il problema? Sempre più vacanzieri, finito il bagno, si avventurano nei mercati, nei negozi di alimentari e persino nei ristoranti senza coprirsi minimamente.

Se vai a comprare frutta, verdura o carne al mercato, non puoi essere mezzo nudo, con i capelli che ti cadono sui banchi di verdure. È una questione di decenza.

Yannick Moreau, sindaco di Les Sables d’Olonne

La regola esiste dal 2020, ma quest’estate le multe sono state particolarmente numerose: solo a luglio dieci trasgressori – tutti turisti francesi – hanno dovuto pagare fino a 150 euro, il numero più alto da quando la norma è in vigore.

Secondo il sindaco, c’è chi lo fa “per mostrare i muscoli” o “per guadagnare un’ora di sole in più“. Ma a Les Sables d’Olonne lo spazio per stare svestiti non manca: la località, una delle prime stazioni balneari francesi, vanta chilometri di spiagge, compresa un’area dedicata ai nudisti.

Si tratta di una misura che si inserisce in un trend più ampio: diverse città europee stanno adottando regole simili per contenere gli eccessi dell’overtourism. In Spagna, ad esempio, è vietato camminare in costume persino sulle promenade sul mare e nelle vie adiacenti. Il comune di Málaga ha recentemente rilanciato la campagna sui social su come vestirsi in città.

Anche in Italia, città come Sorrento multano con centinaia di euro chi passeggia a torso nudo, per contrastare quello che il sindaco, Massimo Coppola, ha definito “comportamenti indecorosi diffusi“. E persino Dubrovnik, in Croazia, già nel 2018 aveva avvertito i turisti che il centro storico non è una spiaggia.

Dietro a queste regole non c’è solo la questione estetica, ma anche un tema di igiene.

Se viaggiate stipati su un autobus diretto al mare, non vorreste stare a contatto con la pelle sudata del vicino“, osserva Moreau.

Il sindaco spera che questa campagna, pur nata da un’irritazione personale, possa far conoscere meglio Les Sables d’Olonne anche al pubblico internazionale.

Meritiamo di essere più conosciuti. Venite a trovarci: saremo felici di accogliervi.

Purché siate vestiti a dovere.

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