Il 20 febbraio 2024, dopo mesi di trattative, Sir Jim Ratcliffe ha acquistato il 27,7% del Manchester United. Non c’è stata la rottura definitiva con la famiglia Glazer che tanti tifosi speravano, ma sembrava comunque un passo avanti. Finalmente si intravedeva un futuro diverso, dopo anni di decadenza. Più di un anno dopo, però, le speranze si sono già incrinate. E il sospetto che Ratcliffe non abbia le idee chiare come sembrava comincia a farsi strada.
I numeri non mentono
Essendo una società quotata in Borsa, il Manchester United è uno dei pochi club inglesi i cui conti sono pubblici. I risultati del secondo trimestre della stagione hanno mostrato entrate stabili, nonostante l’assenza dalla Champions League, ma debiti sempre altissimi e perdite che continuano ad accumularsi.
Il club ha cercato di mettere in evidenza un dato positivo: l’“EBITDA rettificato”, un indicatore che esclude interessi, tasse e altri costi. Ma è una misura che molti considerano poco affidabile, perché nasconde i veri problemi. Come diceva Warren Buffett: “chi parla troppo di EBITDA fa venire i brividi: non è certo la fatina dei denti a pagare le spese”.
Il Manchester United è uno dei club che rischiano di violare le regole della Premier League sulla sostenibilità finanziaria. Per anni ha speso come se giocasse sempre la Champions, ma in realtà è rimasto fuori in 5 delle ultime 11 stagioni. Secondo alcune stime, il club avrebbe avuto solo 16 milioni di margine l’anno scorso per restare nei limiti, e solo se i costi legati all’acquisto delle quote da parte di Ratcliffe fossero stati esclusi dal conteggio.
In totale, il club ha perso 313 milioni di sterline (quasi 359 milioni di euro) negli ultimi tre anni. Quest’anno potrà permettersi di perderne al massimo 133 per non rischiare sanzioni.
In Europa, la situazione è ancora più delicata. Le regole UEFA sono più severe, soprattutto per quanto riguarda le perdite e i costi della rosa. Secondo le stime, lo United è proprio al limite del consentito; un passo falso e potrebbe scattare un’altra multa come quella da 300 mila euro presa nel 2023.
Tante spese, pochi risultati
Negli ultimi anni, lo United ha speso cifre astronomiche senza ottenere granché. I ricavi hanno toccato un record l’anno scorso (662 milioni), ma il Manchester City ha ormai superato lo United sia sul campo che nei bilanci. E se lo United guadagna meno dai diritti TV per mancanza di successi, neanche il commerciale va a gonfie vele, come si è visto con lo sponsor tecnico Adidas che abbasserà il compenso annuo di 10 milioni se il club non tornerà in Champions.
L’unico spiraglio arriva dallo sponsor Snapdragon, che ha firmato un contratto da 75 milioni di dollari l’anno, senza clausole legate ai risultati sportivi. Peccato che i dirigenti che hanno chiuso l’accordo siano stati tutti licenziati subito dopo.
Spese folli sul mercato
Nel 2023-24, lo United ha speso più di quanto incassato con le operazioni di mercato: 164 milioni nel primo semestre, con altri 300 milioni ancora da pagare ad altri club. I debiti per i trasferimenti sono i più alti della Premier League, dopo il Chelsea.
Ratcliffe ha ammesso che queste spese ereditate sono un problema, ma la campagna acquisti non si è certo fermata con altri 220 milioni investiti la scorsa estate. E il monte stipendi continua a salire, nonostante i risultati mediocri. Lo United ha il terzo monte salari più alto del campionato, ma ha finito il campionato 2024/25 all’ottavo posto in Premier e fuori subito dalla Champions. Non è la prima volta.
Circa 450 dipendenti sono stati licenziati; dato che non si potevano toccare gli stipendi dei calciatori né i debiti con gli altri club, quindi si è andati a colpire chi era più facile tagliare. Anche se fa male.
E nonostante l’iniezione di 238 milioni di sterline (circa 273 milioni di euro) da parte di Ratcliffe, il debito del club non si è ridotto. Anzi, a fine 2024 lo United aveva ancora in cassa prestiti per oltre 730 milioni. Da quando i Glazer hanno comprato il club nel 2005, sono usciti più di 1 miliardo di sterline solo in interessi, dividendi e consulenze.
Nuovo stadio: sogno o azzardo?
Non bastasse tutto questo, il club ha annunciato il progetto per costruire un nuovo stadio da 100 mila posti, dal costo stimato di 2 miliardi di sterline (2 miliardi e 300 milioni di euro). Non si sa come verrà finanziato, di certo non con i soldi in cassa, forse con altri prestiti o con un intervento diretto dei proprietari.
Per adesso, però, tutto resta incerto.
Da fuori, può sembrare che con l’arrivo di Ratcliffe qualcosa sia cambiato. E in parte è vero perché senza i suoi soldi, i numeri sarebbero anche peggiori. Ma buona parte di quei fondi è già stata bruciata. E mentre si taglia il personale e si aumentano i prezzi dei biglietti, la squadra continua a deludere.
La verità è semplice: lo United ha speso miliardi per arrivare a essere mediocre. E per rimettere tutto in piedi, non bastano un paio di ritocchi. Servono scelte intelligenti e serve tempo.







