Il terremoto che ha scosso il calcio turco non accenna a placarsi. Dopo le prime rivelazioni che avevano coinvolto centinaia di arbitri, è ora il turno dei giocatori: 1.024 calciatori sono stati sospesi dalla Federcalcio turca (TFF), accusati di aver preso parte a scommesse illegali. Un numero che travolge l’intero sistema, dalla massima serie ai campionati minori, e che alimenta un sospetto ormai generalizzato: quello di un ambiente corrotto fin nelle sue fondamenta.
Con un comunicato pubblicato sul proprio sito, lunedì scorso la TFF ha reso noti i nomi dei sospesi. Il documento elenca 27 giocatori della Super Lig, la serie A turca, appartenenti a 14 delle 18 squadre del campionato. Tra loro, anche due calciatori del Galatasaray.
Gli altri 997 atleti provengono dalle serie inferiori, dimostrando come l’inchiesta stia colpendo a tappeto tutto il sistema calcistico. Di fronte all’entità della crisi, la TFF ha deciso di sospendere per due settimane i campionati di seconda e terza divisione, mentre la Super Lig proseguirà regolarmente.
Il nome più pesante nella lista è quello di Eren Elmali, 25 anni, nazionale turco, uno dei protagonisti dell’attuale stagione del Galatasaray. Con un post su Instagram, Elmali ha respinto ogni accusa, dichiarando che il suo coinvolgimento risale a una scommessa “effettuata a sua insaputa” cinque anni fa, su una partita del suo ex club.
Un altro calciatore noto è Celil Yuksel, cresciuto nel vivaio del Galatasaray e oggi al Samsunspor, che ha scritto: “Credo nella giustizia. Le accuse contro di me sono infondate, e tutelerò i miei diritti in tutte le sedi legali.”
Dal Besiktas, sono finiti nel mirino Ersin Destanoglu, portiere di riserva, e il veterano Necip Uysal, 34 anni, che ha denunciato pubblicamente il furto d’identità: “Un conto scommesse è stato aperto usando il mio codice fiscale, ma io non ho mai scaricato un’app di betting né giocato una scommessa in vita mia.”
Le società hanno reagito con comunicati cauti, ma in molti casi solidali. Il Galatasaray ha parlato di “un processo delicato da seguire con attenzione”, sottolineando la necessità di “proteggere i diritti dei giocatori e il valore del calcio turco”. Il Besiktas ha espresso “piena fiducia nei propri tesserati” e annunciato il coinvolgimento immediato della procura di Istanbul. Samsunspor, Konyaspor e Fatih Karagumruk hanno fatto appello al rispetto dei principi di giustizia e trasparenza.
🚨 Galatasaray defender Eren Elmali was pulled from Turkey’s squad preparing to play World Cup qualifying games against Spain and Bulgaria this month due to his alleged involvement in Turkey's betting scandal.
— DW Sports (@dw_sports) November 12, 2025
Elmadi however maintains that he is innocent.
The Turkish Football… pic.twitter.com/ZzHafhilak
La vicenda dei calciatori è solo la seconda ondata di uno scandalo più ampio. Il 27 ottobre, il presidente della TFF, Ibrahim Haciosmanoglu, aveva già denunciato la presenza di 371 arbitri attivi con conti dedicati a scommesse. Di questi, 152 scommettevano regolarmente, con casi eclatanti come un arbitro che avrebbe puntato addirittura 18.277 volte, e altri dieci con oltre 10mila scommesse ciascuno.
“Dobbiamo ripulire il sistema dal marcio,” ha dichiarato Haciosmanoglu in conferenza stampa. “Vogliamo riportare il calcio turco dove merita di stare.”
Il 31 ottobre, sono arrivati i primi provvedimenti: 149 ufficiali di gara sospesi, con sanzioni tra gli otto e i dodici mesi. Le indagini restano aperte su almeno tre arbitri ancora in attività.
La tensione attorno al mondo arbitrale non è nuova. Nel dicembre 2023, il presidente dell’Ankaragucu, Faruk Koca, colpì al volto l’arbitro Halil Umut Meler al termine di una partita, evento che portò alla sospensione dell’intero campionato.
Il 7 novembre, secondo l’agenzia Anadolu, le autorità turche hanno emesso 21 mandati di arresto, inclusi 17 arbitri e un presidente di club. Quattro giorni dopo, otto persone – tra cui proprio quel presidente – risultavano arrestate. La procura di Istanbul e quella di Antalya hanno unificato le rispettive inchieste, incentrate anche su ipotesi di combine e risultati truccati.
Le normative FIFA sono chiare: qualsiasi coinvolgimento diretto o indiretto nelle scommesse è vietato, e può comportare sanzioni fino a 100mila franchi svizzeri e tre anni di squalifica. Mentre, il regolamento della TFF prevede sospensioni da tre mesi a un anno per i trasgressori.
La UEFA ha dichiarato di essere in contatto con la TFF, ma non ha rilasciato ulteriori commenti.
E ora? Con oltre mille giocatori fuori gioco, il mercato invernale rischia il collasso. La finestra turca doveva aprirsi il 5 gennaio e chiudersi il 10 febbraio, ma la TFF ha chiesto alla FIFA 15 giorni aggiuntivi per permettere ai club di colmare i vuoti nelle rose.
Questa proroga, se concessa, potrebbe provocare effetti a catena sugli altri campionati europei, con le squadre turche attive sul mercato anche dopo la chiusura ufficiale prevista per il 2 febbraio.
“È come prosciugare una palude,” ha detto Haciosmanoglu. Ma la domanda vera è: quanto è profonda, questa palude? E quante verità devono ancora emergere?







