I Paesei più attraenti per i laureati secondo l'Economist

Quali sono i Paesi più attrattivi per i laureati?

Oltre al clima mite e ai meravigliosi luoghi da visitare, la combinazione di una rete internet veloce e politiche di immigrazione permissive ha reso il Portogallo un’attrazione per lavoratori e talenti internazionali. In un contesto globale in cui molti Paesi si trovano a competere per attrarre giovani migranti qualificati a causa del rapido invecchiamento della popolazione, il Paese lusitano sta riscontrando particolare successo.

È ciò che emerge dall’analisi dell’Economist sull’indice footloose che classifica 74 Paesi e territori in base alla loro attrattività per i cosiddetti talenti senza vincoli, ovvero coloro che possono lavorare in una nazione diversa da quella di origine. Questo indice misura quale sarebbe l’aumento netto della popolazione laureata in un Paese se i professionisti qualificati potessero trasferirsi liberamente senza vincoli o ostacoli. Per ottenere i dati necessari, l’Economist ha analizzato il Gallup World Poll, un sondaggio annuale che coinvolge circa 150.000 persone provenienti da oltre 150 Paesi, e ha considerato le risposte di chi è in possesso almeno di una laurea triennale per ottenere una rappresentazione del potenziale flusso migratorio di persone altamente istruite.

I Paesei più attraenti per i laureati secondo l'Economist
Basato sulle risposte alle domande: “Vorresti trasferirti permanentemente in un altro Paese? Se sì, in quale?” | Fonte: Gallup; The Economist

Dai dati emerge che l’attrattività del Portogallo è triplicata tra il 2010-12 e il 2021-23, un aumento che risulta il più significativo tra i Paesi analizzati. E secondo le stime dell’Economist basate sui dati dell’ultimo triennio, questo trend potrebbe continuare, con un aumento della popolazione laureata del 120%, circa 1,8 milioni di professionisti.

Ma il fenomeno non coinvolge soltanto il Portogallo. Altri Paesi del sud Europa stanno registrando significativi aumenti di attrattività. Ad esempio, il numero di laureati attratti dall’Italia è cresciuto di sei volte tra il 2010-12 e il 2021-23, per un totale stimato di circa 3 milioni. La Grecia, che come l’Italia ha subito un pesante fuga di cervelli, potrebbe rinvertire la rotta e guadagnare circa 400.000 nuovi laureati. Al contrario, il Regno Unito, che si classificava al sesto posto tra i Paesi più ambiti nel 2010-12, dopo la Brexit, è sceso al ventesimo posto, risalendo solo al quattordicesimo nelle rilevazioni più recenti. Anche gli Emirati Arabi e l’Arabia Saudita hanno visto un calo nella loro attrattiva: un numero sempre maggiore di laureati nella regione del Golfo esprime la volontà di trasferirsi all’estero.

Nonostante i cambiamenti in atto, le prime posizioni dell’indice footloose rimangono relativamente stabili. Dal 2013, i primi posti sono occupati da Canada, Australia e Stati Uniti. In particolare, il Canada si distingue come destinazione favorita per circa 17 milioni di laureati. Considerando anche i pochi canadesi che desiderano partire, il guadagno netto sarebbe di 15 milioni di nuovi laureati. L’Australia attirerebbe quasi 9 milioni di laureati, mentre gli Stati Uniti, pur attraendone complessivamente 21 milioni, ne vedrebbero partire ben 16 milioni, per un guadagno netto di soli 5 milioni.

L’analisi dell’Economist ha anche rivelato le origini di questi potenziali migranti. La Cina rappresenta una delle principali fonti di talenti per l’Australia e gli Stati Uniti, mentre il Canada è particolarmente attrattivo per i laureati messicani. I professionisti provenienti da Brasile e Stati Uniti costituiscono il principale flusso di migranti qualificati verso il Portogallo. E sempre i laureati statunitensi, insieme a quelli britannici e tedeschi desiderano ora trasferirsi in Italia e in Grecia. La Spagna, infine, risulta sempre più attrattiva per i laureati dell’America Latina, sia per la stabilità politica che per la lingua comune.

Eppure non tutti i Paesi hanno la stessa apertura verso questi potenziali flussi migratori. Gli Stati Uniti, nonostante si trovino al terzo posto nella speciale classifica, presentano uno dei sistemi di immigrazione più complessi al mondo. Spesso, per ricevere la risposta sulla richiesta di un visto di lavoro, i migranti devono attendere fino a un anno, e la probabilità di ottenere un visto H-1B, specifico per i lavoratori altamente qualificati, è solo del 25%. Anche in Italia, la politica governativa è orientata a contenere l’immigrazione, inclusa quella di lavoratori qualificati. Il nostro Paese, che soffre di una popolazione sempre più vecchia e di una bassa crescita della produttività, potrebbe trarre enormi benefici dall’arrivo di nuovi talenti ed eliminare così il cronico problema della fuga dei cervelli.

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