Dalle lagune blu della Polinesia al cuore delle vigne cilene, ecco le destinazioni più affascinanti per l’anno che inizia. Alcune famose, altre ancora poco conosciute, tutte unite da un principio comune: viaggiare può essere un’esperienza che arricchisce chi parte e sostiene chi accoglie.
Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti

Dopo quasi due decenni di progettazione e costruzione, il distretto culturale di Saadiyat inizia finalmente a prendere la forma visionaria immaginata dal governo emiratino: diventare una capitale mondiale della cultura e dell’arte. Nel 2026, l’isola ospiterà due inaugurazioni di rilevanza internazionale. Da un lato, TeamLab Phenomena Abu Dhabi, il museo digitale più grande al mondo, che trasforma l’arte interattiva in un’esperienza immersiva, multisensoriale, capace di coinvolgere visitatori di tutte le età grazie a proiezioni dinamiche, installazioni intelligenti e ambienti reattivi. Dall’altro, il Museo Nazionale Zayed, progettato da Norman Foster, è il primo grande museo dedicato alla storia e all’identità degli Emirati prima della scoperta del petrolio. Qui si racconta la visione del padre fondatore, Sheikh Zayed, e si esplorano culture tribali, rotte commerciali antiche, rapporti con il deserto e la tradizione beduina.
Ma è solo l’inizio, perché entro la fine del 2026 è prevista l’apertura del Guggenheim Abu Dhabi, che ospiterà una delle più grandi collezioni d’arte contemporanea dell’Asia occidentale. Progettato da Frank Gehry e rinviato più volte, il Guggenheim sarà non solo un simbolo architettonico, ma un nodo globale del dialogo interculturale, con artisti provenienti da Africa, Sud-Est asiatico, mondo arabo e America Latina.
Parallelamente, l’isola di Yas continua la sua espansione come polo dell’intrattenimento internazionale. Dopo i successi di Ferrari World e Warner Bros World, nel 2026 si aggiunge una nuova attrazione destinata a richiamare fan da ogni parte del mondo: un’area a tema interamente dedicata a Harry Potter, la prima nel mondo arabo, sviluppata in collaborazione con Warner Bros. E non finisce qui: sono stati avviati i lavori per quello che sarà il primo Disneyland del Medio Oriente, un progetto che unirà innovazione tecnologica, attenzione al clima desertico e una narrazione adattata ai contesti culturali locali. Abu Dhabi si candida così non solo come meta culturale, ma anche come destinazione per famiglie, appassionati di cinema e viaggiatori curiosi di esplorare un nuovo volto del Golfo.
Algeria

Per troppo tempo rimasta ai margini del turismo internazionale, l’Algeria sta finalmente aprendo le sue porte al mondo, puntando su una combinazione unica di storia millenaria, paesaggi mozzafiato e autenticità. Il Paese custodisce alcuni dei siti archeologici romani meglio conservati del Nord Africa, come le città di Timgad e Djémila, con le loro strade lastricate, i teatri, i fori e le basiliche, che raccontano una civiltà che fiorì ben prima dell’arrivo dell’Islam. Ma è nel Sahara che l’Algeria svela la sua anima più profonda con le immense dune dorate, i silenzi assoluti e le formazioni rocciose scolpite dal tempo, che rendono il deserto algerino uno dei più spettacolari e meno battuti al mondo.
La capitale Algeri, sospesa tra eleganza coloniale e vivacità araba, si sta lentamente trasformando in una destinazione culturale, grazie ai suoi musei, alla casbah dichiarata Patrimonio Unesco e a una scena artistica in fermento. E per chi cerca autenticità assoluta, l’oasi di Djanet, nel cuore del Tassili n’Ajjer, offre un viaggio fuori dal tempo, tra pitture rupestri preistoriche, tradizioni tuareg e cieli stellati indimenticabili.
Valle di Colchagua, Cile

A sole due ore da Santiago del Cile, la Valle di Colchagua si rivela una meta irresistibile per chi cerca autenticità, buon vino e paesaggi mozzafiato. Cuore della viticoltura cilena, questa regione è famosa per i suoi rossi intensi, in particolare il carménère, serviti in cantine che uniscono tradizione e innovazione architettonica.
Ma Colchagua è anche terra di rodei, artigianato e cultura gaucha. I rodei locali, praticati ancora secondo regole antiche, raccontano il legame profondo tra le comunità rurali e le loro tradizioni. Il cielo limpido e l’assenza di inquinamento luminoso rendono questa valle uno dei luoghi migliori del Sud America per l’osservazione astronomica, con osservatori aperti al pubblico e serate sotto le stelle che affascinano viaggiatori di ogni età. Qui si assapora la lentezza cilena, tra una grigliata all’aperto, un bagno in piscina tra le vigne e il silenzio della natura.
Isole Cook

Situate tra la Nuova Zelanda e Tahiti, queste isole offrono scenari naturali di rara bellezza, comunità accoglienti e un modello di turismo sostenibile che ha pochi paragoni nella regione.
Rarotonga, l’isola principale, è un perfetto equilibrio tra comodità e natura selvaggia. Le sue spiagge di sabbia bianca, le acque cristalline e i sentieri tra le montagne ricoperte di foresta pluviale attirano viaggiatori in cerca di pace, snorkeling e avventure a ritmo lento. Il mercato di Punanga Nui, i canti polifonici nelle chiese locali e la cucina a base di pesce crudo e frutti tropicali raccontano una cultura viva, orgogliosa e profondamente legata alla terra.
Ma è Aitutaki la perla più luminosa dell’arcipelago: la sua laguna, di un turchese irreale, è protetta da ambiziosi progetti ambientali volti a preservarne la biodiversità marina. Le escursioni in kayak, le immersioni tra le mante e i soggiorni nei bungalow sull’acqua offrono un’esperienza da cartolina, ma con un approccio etico e responsabile.
Costa Rica

Con oltre il 25% del territorio protetto da parchi nazionali e riserve naturali, il Paese è un rifugio per chi cerca il contatto diretto con la natura. Nel 2026, il Costa Rica lancerà nuove aree protette lungo i suoi ecosistemi più vulnerabili, ampliando i corridoi biologici per permettere a specie come il giaguaro e lo squalo martello di muoversi liberamente e in sicurezza tra habitat differenti. Saranno potenziati anche i progetti di riforestazione e tutela della biodiversità, con il coinvolgimento diretto delle comunità locali.
L’ospitalità costaricana, famosa per la filosofia del pura vida, sta diventando sempre più orientata all’impatto positivo: eco-lodge immersi nella giungla, fattorie biologiche aperte al turismo esperienziale, programmi di volontariato per la conservazione ambientale e iniziative per il turismo accessibile e inclusivo.
Ebridi, Scozia

Tra i paesaggi più suggestivi della Gran Bretagna, le isole scozzesi rappresentano un tesoro ancora poco conosciuto del turismo europeo. Un luogo dove la natura primordiale incontra la memoria antica, e le tradizioni locali si intrecciano con un crescente fermento culturale.
Nel 2026, l’isola di Lewis inaugurerà un nuovo centro visitatori dedicato al sito neolitico di Calanais, uno dei più misteriosi e affascinanti complessi megalitici d’Europa, spesso paragonato a Stonehenge. Qui, tra torbiere battute dal vento e villaggi sparsi, si respira ancora un senso di spiritualità e silenzio che rende unica l’esperienza.
A Islay, l’isola del whisky per eccellenza, apriranno nuove distillerie artigianali e un hotel tematico interamente dedicato al single malt, arricchendo l’offerta per gli appassionati del genere. Le escursioni lungo la costa, l’avvistamento delle aquile di mare, le notti sotto le stelle e i festival locali completano un itinerario che unisce natura selvaggia e calda accoglienza.
Ishikawa, Giappone

Dopo il terremoto che ha colpito la regione nel 2024, il Giappone nord-occidentale si rialza con determinazione e orgoglio. Il 2026 segna una fase di rinascita per l’area di Kanazawa e per la penisola di Noto, che tornano a essere protagoniste di un turismo lento, consapevole e profondamente legato alle radici culturali del Paese.
Kanazawa, capoluogo della prefettura di Ishikawa, è nota per il quartiere dei samurai, i giardini Kenroku-en tra i più belli dell’Asia, e le botteghe artigiane dove si lavora l’oro e la lacca secondo tecniche secolari.
A nord della città, la penisola di Noto offre un paesaggio rurale fatto di scogliere, risaie terrazzate, villaggi di pescatori e ryokan tradizionali. Dopo la crisi, molte strutture hanno riaperto con un’attenzione nuova per l’accoglienza diffusa e il turismo rigenerativo. Visitare Noto significa contribuire attivamente alla rinascita di comunità duramente provate, ma anche scoprire una delle regioni più autentiche del Giappone.
Parco Nazionale di Komodo, Indonesia

Nel cuore dell’arcipelago indonesiano, tra le isole di Flores e Sumbawa, si estende uno dei parchi naturali più straordinari del Pianeta: il Parco Nazionale di Komodo. Celebre per essere l’habitat dei leggendari draghi di Komodo, i più grandi rettili viventi, questo luogo conserva anche paesaggi mozzafiato, fondali tra i più ricchi al mondo e una biodiversità straordinaria, sia marina che terrestre.
Nel 2026, il governo indonesiano introdurrà nuove misure di tutela ambientale per regolamentare l’afflusso dei visitatori e proteggere meglio l’ecosistema fragile del parco. Saranno potenziate le attività di sorveglianza e ricerca scientifica, e verranno promosse forme di turismo responsabile, con accessi contingentati, guide certificate e incentivi per le strutture eco-sostenibili.
Loreto, Messico

Tra le acque scintillanti del Golfo della California e i paesaggi desertici della Sierra de la Giganta, Loreto rappresenta una delle gemme nascoste del Messico settentrionale. Questa cittadina storica, un tempo capitale delle missioni gesuite in Baja California, è oggi un modello di turismo comunitario e sostenibile.
Nel 2026, l’area vedrà un rafforzamento dei programmi di tutela marina e ambientale, in collaborazione con ONG e guide locali. Molti di questi accompagnatori erano in passato pescatori, oggi riconvertiti in esperti di biodiversità e conservazione, che guidano escursioni per avvistare balene, delfini, tartarughe marine e pesci tropicali.
Le acque protette del Parco Nazionale Bahía de Loreto offrono scenari ideali per lo snorkeling e il kayak, mentre l’entroterra permette escursioni tra canyon, pitture rupestri e ranch tradizionali dove gustare specialità locali come la machaca e i frutti di cactus.
Montenegro

Spesso oscurato dalla vicina Croazia, il Montenegro sta lentamente conquistando un posto tra le destinazioni più affascinanti dei Balcani. Affacciato sull’Adriatico, offre paesaggi sorprendenti che spaziano da baie spettacolari come quella di Kotor (un fiordo naturale Patrimonio UNESCO) a catene montuose impervie, laghi glaciali e foreste incontaminate.
Nel 2026, il Parco Nazionale del Durmitor, con i suoi sentieri escursionistici e il canyon del fiume Tara, sarà al centro di nuovi progetti per promuovere l’escursionismo e il rispetto dell’ambiente. Anche i monasteri ortodossi incastonati nella roccia, come quello di Ostrog, continuano ad attrarre pellegrini e viaggiatori in cerca di spiritualità e autenticità.
Le piccole comunità montenegrine, spesso raggiungibili solo a piedi o in fuoristrada, sono custodi di tradizioni antiche, artigianato locale e un’ospitalità genuina che conquista. Tra mare e montagna, il Montenegro si propone nel 2026 come meta ideale per chi cerca natura, storia e silenzio, lontano dai grandi flussi turistici.
Uruguay

Un piccolo Paese con grandi sorprese: città storiche, carnevali infiniti, energia verde, ottima carne e un’accoglienza sincera. Montevideo, con la sua atmosfera rilassata e le ramblas affacciate sul Rio de la Plata, è il cuore culturale del Paese, tra mercati d’epoca, milonghe e arte urbana.
Punta del Este continua ad attrarre viaggiatori internazionali, ma sono le mete meno conosciute a raccontare l’anima più autentica dell’Uruguay: Cabo Polonio, senza elettricità né strade asfaltate, è un santuario naturale popolato da leoni marini e spiagge sconfinate; Colonia del Sacramento conserva intatto il fascino coloniale tra strade acciottolate e piazze silenziose.

















