Quello andato in scena a Samokov, in Bulgaria, durante la partita di Champions League tra Hapoel Holon e Trapani, non è stato solo un episodio surreale, ma lo specchio di un sistema che non funziona. Trapani si è presentata con appena cinque giocatori e dopo meno di sette minuti, tra infortuni e falli, ne è rimasto in campo solo uno. Partita sospesa. Serie chiusa. Figuraccia mondiale.
La FIBA non ha perso tempo ad escludere il Trapani dalla competizione europea e a cancellare la gara di ritorno. È stata una decisione rapida, netta, quasi liberatoria. Un modo per evitare il bis in Sicilia, dove l’umiliazione sarebbe stata forse anche più grande, stavolta davanti al pubblico di casa. Ma se in Europa si è riusciti a voltare pagina in poche ore, in Italia si continua a rimandare, a temporeggiare, a galleggiare nel nulla.
La Serie A è ormai ostaggio di questa vicenda. Le partite del Trapani sono incerte fino all’ultimo, e le avversarie non sanno se prepararsi per giocare o per un rinvio. Bologna ha già vissuto la sua “non-partita” domenica scorsa. Ora tocca a Trento: la sfida è in calendario per sabato, ma tutto è ancora in bilico. E la domanda resta sospesa: si può davvero continuare così?
Cosa è successo
Alla base del tracollo sportivo del Trapani c'è una una crisi societaria stratificata, cresciuta nel tempo e gestita nel peggiore dei modi. Tutto parte da una situazione economica diventata rapidamente insostenibile. Pagamenti in ritardo, impegni non onorati, rapporti incrinati con giocatori e staff. Quando la fiducia si rompe, nel basket – come altrove – il conto arriva subito. Nel giro di poche settimane la società ha smesso di garantire le condizioni minime di continuità. Alcuni giocatori hanno esercitato il diritto di rescissione, altri sono stati di fatto messi nelle condizioni di andarsene. Lo staff tecnico è rimasto senza strumenti e senza certezze. A peggiorare il quadro, l’assenza di una comunicazione trasparente. La dirigenza non è mai riuscita a chiarire davvero né l’entità dei problemi né le possibili soluzioni. In questo vuoto decisionale, la situazione è precipitata. Le penalizzazioni inflitte hanno certificato formalmente ciò che era già evidente sul parquet e fuori. La partecipazione alle competizioni europee ha fatto il resto, amplificando l’esposizione del problema. Presentarsi in Champions League senza una struttura solida ha accelerato il collasso, fino alla scena di Samokov che ha fatto il giro d’Europa.
Un problema che va oltre Trapani
La società è nel caos da settimane con il roster smembrato, lo staff ridotto all’osso, e penalizzazioni a raffica (già -8 in classifica). Ma il vero punto è un altro: come può un campionato di vertice non avere strumenti per tutelarsi da situazioni del genere? In altri sport, due rinunce bastano per l’esclusione automatica. Qui no. Qui si attende, si interpreta e si rinvia.
La mancanza di regole chiare e immediate genera incertezza, mina la credibilità della lega e danneggia le squadre che il campionato lo stanno onorando. È una questione di rispetto per i tifosi, per gli sponsor e per l’intero movimento. Ma soprattutto per i tifosi di Trapani, fedeli e appassionati, i quali stanno pagando il prezzo più alto senza aver fatto nulla per meritarlo.
Cosa succederà ora?
Tutto dipenderà dalla partita contro Trento. Se Trapani non si presenterà, scatterà l’automatismo previsto dai regolamenti. Ma anche in caso contrario, il futuro della squadra appare segnato. Quasi tutti i giocatori della rosa iniziale se ne sono andati. La società non sembra in grado di garantire la minima continuità tecnica. E il campionato, nel frattempo, va avanti in modo grottesco.
Il caos Trapani non è un caso isolato, è il sintomo di un sistema che preferisce nascondere la polvere sotto il tappeto anziché affrontare i nodi con coraggio. Servono regole nuove, applicabili subito, per difendere la dignità dello sport e la sua credibilità. Perché una stagione che doveva essere di rilancio sta diventando una lenta agonia. E il rischio più grande è che a perdere non sia solo una squadra, ma l’intero basket italiano.







