McTominay

McFratm: l’uomo che ha conquistato Napoli (e lo Scudetto)

Certe storie sembrano scritte dal destino. Quella di Scott McTominay è una di queste.
Arrivato a Napoli in punta di piedi, lo ritroviamo dieci mesi dopo con lo Scudetto sul petto e una città ai suoi piedi.

Con una volée acrobatica — dodicesimo centro stagionale — ha sbloccato la gara contro il Cagliari. E il Napoli ha potuto alzare al cielo il quarto scudetto della sua storia.
Al fischio finale, le lacrime. E il premio come MVP della Serie A 2024-25. Il coronamento di una stagione perfetta.

Sono senza parole. È incredibile vedere quanti sacrifici ha fatto ogni singolo compagno per arrivare fin qui. E questa gente se lo merita. Sono stati con noi fin dal primo giorno. Vivere tutto questo è un sogno.

McTominay ha lasciato il Manchester United dopo oltre vent’anni. Un addio doloroso, ma necessario. Cercava un nuovo inizio e lo ha trovato all’ombra del Vesuvio.
Costo del trasferimento? Circa trenta milioni di euro. Un affare clamoroso.

Come si può vendere Scott? Non me lo spiego“, aveva detto al momento del trasferimento Ole Gunnar Solskjaer, suo ex allenatore a Old Trafford.

E così mentre lo United sprofonda nella crisi, McTominay si gode la gloria. E pensare che non doveva nemmeno essere lui il nuovo rinforzo azzurro: il Napoli stava chiudendo per Marco Brescianini. Poi tutto è cambiato.
Una sliding door che ha riscritto la stagione.

In Premier segnava poco. In Serie A è diventato il centrocampista più prolifico del campionato.
Merito di Antonio Conte, che lo ha spostato più avanti, liberandone l’istinto offensivo. Risultato? Dodici gol in campionato, uno in Coppa Italia, e una valanga di inserimenti, tocchi in area e duelli vinti.
In più, si è caricato la squadra sulle spalle anche nei momenti difficili. Un vero leader.

McFratm, il fratello del popolo

I napoletani lo adorano. Lo chiamano McFratm (fratello, in dialetto). Ma c’è chi preferisce McTerminator, MacGyver o l’apribottiglie — otto dei suoi dodici gol sono arrivati sullo 0-0.
C’è chi si è tatuato il suo nome, chi gli ha dedicato una statua votiva nel centro storico. A Edimburgo, in un ristorante, sventola questa bandiera:

McTominay
@sancirosedin su Instagram

Ho visto la passione, ho sentito l’energia. Sapevo che era il posto giusto per me. Non mi sono mai voltato indietro. Amo questa città.

Non solo gol. McTominay ha imparato l’italiano, qualche parola in dialetto e… ha scoperto il gusto vero della cucina mediterranea.

A casa i pomodori sapevano di acqua rossa. Qui sono uno spettacolo. Li mangio come snack. Frutta, verdura, tutto freschissimo. Un altro mondo.

Scozia chiama, Italia risponde: una stagione storica

Il suo successo si inserisce in una stagione storica per il calcio scozzese in Italia. Insieme a lui, anche Billy Gilmour — suo amico, arrivato dal Brighton — ha avuto un ruolo chiave nello scudetto del Napoli. E Lewis Ferguson ha sollevato la Coppa Italia da capitano del Bologna, battendo il Milan. Prima di loro, solo Jack Diment e James Squair avevano vinto un titolo in Italia, nel 1905. E nel calcio femminile, anche Rose Reilly, ex Milan, aveva centrato l’impresa.

Una stagione d’oro per la Scozia. Un’annata da leggenda per Scott.

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