La Serie A 2024/2025 ci sta regalando uno dei finali di campionato più avvincenti dell’ultimo decennio. Inter e Napoli, dopo 33 giornate, sono appaiate in testa alla classifica con 71 punti ciascuna, rendendo plausibile una delle ipotesi più rare e affascinanti del calcio italiano: lo spareggio Scudetto.
Dopo anni in cui la differenza reti e gli scontri diretti hanno fatto da arbitri silenziosi nella corsa al titolo, la Lega Serie A ha introdotto nuovamente – dalla stagione 2022/2023 – la possibilità di assegnare lo Scudetto attraverso una gara secca in caso di arrivo a pari punti tra due squadre al primo posto. La novità ha riacceso l’immaginazione di tutti, ma adesso non si tratta più solo di teoria: i numeri raccontano una situazione concreta.
Quando la storia si ripete (quasi mai)
Per trovare l’unico precedente di spareggio Scudetto bisogna risalire a sessant’anni fa, precisamente alla stagione 1963/1964. Quell’anno Bologna e Inter terminarono il campionato a pari punti. La regola allora non prevedeva alcun criterio discriminante tra differenza reti o scontri diretti: si giocò una partita di spareggio allo Stadio Olimpico di Roma, che il Bologna vinse per 2-0 grazie ai gol di Fogli e Nielsen, conquistando così il settimo – e ad oggi ultimo – titolo della sua storia.
Si tratta di un unicum: in oltre 120 anni di storia del calcio italiano, quello è stato l’unico caso in cui il titolo è stato deciso in una partita extra-campionato. Nonostante ci siano stati anni con finali combattuti (basti pensare alla Juventus di Lippi e la Lazio di Eriksson nel 1999/2000 o al duello Inter-Roma nel 2007/2008), mai più si è arrivati a questa soglia estrema.
Quanto è probabile davvero uno spareggio?
Con cinque giornate ancora da disputare, Inter e Napoli non si stanno solo inseguendo, ma specchiando: entrambe con 21 vittorie, 8 pareggi e 4 sconfitte. Gli scontri diretti sono finiti entrambi in pareggio (1-1 all’andata e al ritorno), rendendo praticamente inutile ogni criterio di vantaggio nel caso di arrivo a pari punti.
La differenza reti, attualmente favorevole all’Inter (+40 contro il +27 del Napoli), non conterà nulla in caso di parità: lo spareggio sarà obbligatorio. L’unico elemento che potrebbe influenzare la sede della gara è proprio la differenza reti, che potrebbe favorire una disputa a Milano, ma per questioni di ordine pubblico non è esclusa una scelta neutrale, come lo Stadio Olimpico di Roma.
Secondo le simulazioni elaborate da Opta e FiveThirtyEight, che integrano modelli predittivi basati su risultati storici, forma attuale, forza dell’avversario e dati avanzati (come xG e xPoints), la possibilità di uno spareggio Scudetto, fino a qualche settimana fa remota, oggi ha raggiunto il 6-8%.
Una percentuale sorprendentemente alta per un evento tanto raro.
Opta, ad esempio, stima che la probabilità che Inter e Napoli finiscano il campionato a pari punti sia ora superiore al 10%, e che in un numero non trascurabile di simulazioni (più di 7 su 100), le due squadre chiudano la stagione con esattamente 83 o 84 punti.
Anche altri modelli predittivi italiani, come quelli usati da Superstats e CalcioDatato, mostrano convergenza: in uno scenario su dieci, si finisce con la valigia pronta per un’ultima epica sfida Scudetto a stagione finita.
E se succedesse davvero?
L’idea di una finalissima tra Inter e Napoli accende inevitabilmente la fantasia. Sarebbe non solo un evento mediatico clamoroso, ma anche un’occasione per il calcio italiano di riportare al centro della scena una narrazione sportiva epica, da altri tempi. Un ritorno al pathos puro: una gara, novanta minuti, nessuna seconda chance. Il tutto con in palio il tricolore.
E in fondo, come ha scritto recentemente il giornalista inglese Sid Lowe su The Guardian:
L’Italia potrebbe essere la culla perfetta di un finale romantico in un’epoca dominata dagli algoritmi.
Che sia San Siro, l’Olimpico o il Maradona, l’attesa cresce. E se la storia dovesse ripetersi, ci sarà da raccontarla ancora per i prossimi sessant’anni.







