Nel calcio moderno, i bilanci contano quanto – se non più – dei trofei. È un gioco in cui le strategie finanziarie definiscono chi trionfa e chi rimane indietro. Il report Deloitte Football Money League 2024 fotografa questa realtà con dati inconfutabili, tracciando il panorama economico delle squadre più ricche al mondo e mettendo in evidenza le sfide e le opportunità per il calcio italiano. Nonostante l’apparente dominio della Premier League, i club italiani continuano a lottare per mantenere la loro rilevanza, mentre le vecchie potenze europee dimostrano che il gap con l’Inghilterra non è insormontabile.
Il dominio della Premier League e il riscatto delle europee
La narrazione diffusa è che la Premier League stia cannibalizzando il calcio europeo, prosciugandone i profitti e affermandosi come inarrestabile forza economica. Eppure, i dati di Deloitte mostrano una realtà più sfumata. Mentre club come lo Sheffield United possono competere con il Borussia Dortmund in termini di spesa, e il Brentford può eguagliare l’Inter, i giganti europei continuano a dominare il vertice.
Il Real Madrid si è ripreso la vetta della classifica con un fatturato record di 831,4 milioni di euro, seguito dal Manchester City (825,9 milioni di euro) e dal Paris Saint-Germain (801,8 milioni di euro). Il Barcellona e il Manchester United completano la top five, mentre il Bayern Monaco si posiziona sesto, grazie a un’operazione commerciale impeccabile. La Premier League mostra segnali di vulnerabilità: solo otto club inglesi figurano nella top 20, contro gli 11 dell’anno precedente, mentre le squadre italiane, tedesche e francesi iniziano a recuperare terreno.
Le italiane: crescita e limiti
Le squadre italiane mostrano segnali positivi, pur restando lontane dai vertici europei. La Juventus, con 432 milioni di euro di ricavi (+8%), si conferma la prima italiana, posizionandosi all’11° posto nella classifica Deloitte. Anche se la mancata qualificazione alla Champions League ha penalizzato significativamente i ricavi televisivi del club, lo Juventus Stadium, uno dei pochi stadi di proprietà in Italia, continua a generare entrate stabili, sottolineando l’importanza strategica delle infrastrutture moderne.
Il Milan, invece, registra una delle crescite più significative tra i club italiani. Con 385 milioni di euro di fatturato (+50%), il club rossonero guadagna tre posizioni, salendo al 13° posto. Questo risultato è stato trainato dal ritorno in Champions League e dal consolidamento internazionale della squadra, grazie anche allo scudetto conquistato nel 2022. Parallelamente, l’Inter si posiziona al 14° posto con 379 milioni di euro (+23%). Il cammino fino alla finale di Champions League nel 2023 ha contribuito in modo decisivo a questa crescita, riportando i nerazzurri sotto i riflettori del calcio europeo.
Il Napoli, campione d’Italia nella stagione 2022/2023, rientra nella top 20 con 267 milioni di euro di ricavi (+71%), il più alto tasso di crescita tra i club italiani. Nonostante il trionfo in Serie A e la forte performance in Champions League, i partenopei evidenziano difficoltà a monetizzare il successo sportivo. La mancanza di uno stadio di proprietà e di una strategia commerciale globale limita le loro possibilità di competere con i top club del Nord Italia e d’Europa.
Perché il calcio italiano fatica a competere
Nonostante i progressi, le squadre italiane rimangono lontane dai giganti europei. Tra i principali ostacoli:
- Stadi di proprietà: solo pochi club italiani possiedono infrastrutture moderne e redditizie. Gli stadi comunali limitano i ricavi da matchday, un’area in cui la Premier League eccelle;
- Diritti televisivi: la distribuzione equa dei proventi in Serie A, seppur benefica per l’equilibrio competitivo interno, riduce la capacità dei top club di competere economicamente con le big europee;
- Gestione finanziaria: molti club italiani hanno storicamente sofferto di una cattiva gestione dei bilanci, con debiti crescenti e investimenti non sempre strategici;
- Scarso appeal internazionale: la Serie A fatica a mantenere la stessa attrattiva globale della Premier League, limitando la capacità di attrarre sponsor e fan internazionali.
Un cambiamento epocale: sponsor e matchday dominano
Un dato sorprendente del report Deloitte è il sorpasso dei ricavi commerciali sui diritti televisivi, segnando un cambiamento epocale nel panorama economico del calcio. Un dato che evidenzia la fine del predominio dei contratti TV, un tempo considerati il principale motore economico, e sottolinea l’importanza crescente di sponsor, merchandising e partnership strategiche. In questo contesto, il Bayern Monaco guida la classifica con 419 milioni di euro generati da attività commerciali, seguito da Real Madrid, Barcellona e PSG, tutti capaci di sfruttare una forte presenza internazionale e di attrarre brand globali.
La crescita dei ricavi commerciali, che oggi rappresentano il 42% del totale delle entrate per i top club europei, dimostra che il modello di business si sta diversificando. I club stanno investendo in brand identity, ampliando le loro collaborazioni con sponsor e sviluppando iniziative innovative, come eventi non legati alle partite, concerti e attività esperienziali.
Anche i ricavi da matchday stanno vivendo una significativa ripresa dopo le restrizioni pandemiche. L’incremento del 35% rispetto alla stagione precedente, con un totale di 1,9 miliardi di euro, conferma la forte voglia di calcio dal vivo. I tifosi sono disposti a pagare prezzi più alti per assistere alle partite, rendendo questa voce di ricavo sempre più importante per i bilanci dei club.
Tuttavia, per le squadre italiane, come già menzionato, questo boom rappresenta una sfida strutturale. La mancanza di stadi moderni e di proprietà limita fortemente la capacità di capitalizzare sui ricavi da matchday.
Il calcio femminile: un settore in forte espansione
Il calcio femminile, pur essendo ancora lontano dai numeri del calcio maschile, sta crescendo a ritmi impressionanti. I top 15 club femminili hanno generato 64,5 milioni di euro nel 2022/23, con un incremento del 61% rispetto all’anno precedente. Il club più ricco è di gran lunga il Barcellona, a quota 13,4, con una crescita anno su anno del 74 per cento. Amy Clarke, responsabile sport femminile dello Sports Business Group di Deloitte, ha commentato: “Nella stagione 2022/23 sono stati registrati livelli significativi di crescita finanziaria in tutti i massimi livelli del calcio femminile europeo. L’aumento del numero di partite femminili disputate negli stadi principali dei club ha incrementato i ricavi delle partite, mentre l’aumento degli spettatori e le partnership individuali hanno contribuito ad accelerare la commercializzazione del gioco”.







