Maha Kumbh Mela

Il Maha Kumbh Mela, il più grande raduno umano del mondo

Centinaia di milioni di pellegrini si muovono come un fiume umano verso le rive del Gange. Là, nel cuore dell’India settentrionale, il Maha Kumbh Mela prende vita. Un raduno antico, di proporzioni epiche, dove fede e mito si intrecciano. Lunedì a Prayagraj, nel nord dell’India, 2 milioni e mezzo di persone si sono immerse nelle acque dei fiumi della città per celebrare l’inizio del Kumbh Mela, considerato il più partecipato raduno religioso del mondo. Si tiene secondo complicati cicli di 12 anni in varie città dell’India. Quest’anno a Prayagraj si conclude uno di questi cicli, e quindi quella in corso è un’edizione speciale, chiamata Maha Kumbh Mela, che attirerà ancora più pellegrini del solito: nei 45 giorni di festività sono attesi in città 400 milioni di fedeli. Prayagraj, che di solito ha attorno a un milione di abitanti, si trova alla confluenza dei fiumi Gange e Yamuna, sacri per l’induismo, a cui si aggiunge un terzo fiume mitico, la Saraswati, che in realtà è invisibile.

Il Maha Kumbh Mela è una storia di dei e demoni, di lotte celesti per una brocca contenente il nettare dell’immortalità. E questa leggenda si riflette in un atto semplice ma potente: il bagno sacro, che per gli indù cancella i peccati e purifica l’anima. La confluenza dei fiumi Gange, Yamuna e il mitico Saraswati è il cuore pulsante di questa celebrazione. Qui, i devoti arrivano in massa, molti dopo aver attraversato terre lontane. Processioni vivaci riempiono le strade: canti, balli, lance cerimoniali e carri ornati di colori brillanti. La città si trasforma in un caleidoscopio di fede e tradizione.

In pratica, la celebrazione consiste in una serie di bagni rituali, a cui partecipano sia i fedeli comuni che i sadhu, termine con cui nell’induismo si indicano gli asceti o “santoni”. I più riconoscibili sono i naga sadhu, caratterizzati da lunghi capelli e barbe che si immergono nel fiume svestiti e coperti di cenere. Secondo la religione indù, fare il bagno nei fiumi sacri permette di purificarsi dai peccati e avvicinarsi alla liberazione dal ciclo di morte e reincarnazione in cui si ritiene sia imprigionata l’anima.

Maha Kumbh Mela

L’immersione è particolarmente propizia in certi giorni, scelti secondo calcoli astrologici con un calendario basato sui movimenti del Sole, della Luna e di Giove. Quest’anno le circostanze astrologiche rendono il Maha Kumbh Mela eccezionale: secondo gli astrologi indù si svolgerebbe in concomitanza con un particolare allineamento dei tre corpi celesti, che si verificherebbe solo ogni 144 anni. Anche per questo ci si aspetta una partecipazione così alta.

Nel 2013 furono 120 milioni i pellegrini che varcarono le soglie di Prayagraj per il Maha Kumbh Mela. Ora, nel 2025, si attende qualcosa di ancora più grande. La città, che normalmente ospita sei milioni di abitanti, si prepara ad accogliere un afflusso di persone tra i 300 e i 400 milioni. Per questo evento, è stata eretta una città temporanea: un accampamento di 10.000 acri con tende, bagni, strade, infrastrutture idriche ed elettriche. Molti di questi preparativi, che probabilmente renderanno questa edizione del Maha Kumbh Mela la più costosa mai organizzata, con un investimento stimato di circa 790 milioni di euro, sono stati pensati per prevenire tragedie come fughe precipitose e focolai di malattie, eventi già verificatisi in edizioni precedenti. Migliaia di telecamere di sicurezza e droni vegliano dall’alto. È un’impresa titanica, ma il ritorno economico è altrettanto straordinario: miliardi di dollari generati per l’economia dello Stato. Per accogliere i pellegrini, una piattaforma fatta di sacchi di sabbia si snoda lungo un tratto di sette miglia del Gange. È qui che, avvolti da una fredda nebbia mattutina, milioni di fedeli si immergono pregando per felicità, salute e prosperità.

Il Kumbh Mela deriva da tradizioni molto antiche, ma a Prayagraj nella sua forma attuale è documentato solo a partire dalla fine dell’Ottocento. Il suo nome significa "Festival della caraffa", in riferimento a una caraffa contenente il nettare dell’immortalità che in un mito il dio Vishnu riesce a strappare ad alcuni demoni. Secondo la versione della storia più diffusa oggi, nella lotta dalla caraffa sarebbero uscite quattro gocce di nettare, cadute sulle città in cui si tengono le edizioni maggiori: oltre a Prayagraj anche Haridwar, Nashik e Ujjain. Oltre al Maha Kumbh Mela, esiste anche l’Ardh Kumbh Mela, una celebrazione su scala leggermente minore che si tiene a metà fra un Maha Kumbh Mela e l’altro (l’ultimo è stato nel 2019).

Il Maha Kumbh Mela è sempre stato un simbolo di fede. Ma oggi, con l’ascesa del nazionalismo indù, il festival ha acquisito una valenza politica senza precedenti. Dal 2014, sotto la guida del primo ministro Narendra Modi, il BJP, il partito di governo, ha usato il festival per consolidare la sua narrativa politica. Nel 2018, il nome della città ospitante è stato cambiato da Allahabad, dato dall’imperatore moghul Akbar nel XVI, a Prayagraj, rimuovendo un riferimento musulmano e ripristinando un’identità indù. Modi stesso è diventato un volto iconico del festival, definendolo una celebrazione del “patrimonio spirituale senza tempo dell’India“. Le prossime elezioni generali in India sono lontane, previste per il 2029. Ma il Maha Kumbh Mela resta una pedina cruciale nello scacchiere politico del BJP. Come sottolineato dall’analista Arati Jerath, “Il festival avvicina il BJP al suo obiettivo di trasformare l’India in una nazione a maggioranza indù“. Resta però una domanda aperta: basterà tutto questo a garantire un vantaggio elettorale duraturo? E mentre il BJP utilizza l’evento per rafforzare la sua base elettorale, il Maha Kumbh Mela rimane, nel profondo, una testimonianza della fede indù. La politica potrebbe intrecciarsi con la spiritualità, ma le acque del Gange continuano a scorrere, come sempre, purificando anime e nutrendo sogni.

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