Il fenomeno del drag nelle Filippine rappresenta una finestra su una società in rapido cambiamento, in cui i confini tra espressione artistica, politica e identità di genere si intrecciano in modi sempre più visibili e controversi. Per molti artisti drag, salire su un palco non è solo una questione di spettacolo: è una forma di ribellione e affermazione, un atto di sfida alle norme sociali e religiose profondamente radicate nel Paese.
Paul Hidacan, un giovane di 21 anni, esemplifica questa trasformazione. Prima di esibirsi come Zymba Ding, il suo alter ego drag, segue un rituale che include la lettura della Bibbia, un gesto che potrebbe apparire contraddittorio, ma che riflette la complessità del suo percorso. Nato e cresciuto in una famiglia religiosa, Paul ha imparato fin da piccolo che l’omosessualità era qualcosa da “controllare”. Il drag gli ha permesso di esplorare un’identità più autentica, svincolata dalle restrizioni religiose. Zymba Ding non è solo un personaggio, ma un’estensione di sé, una liberazione.

Negli ultimi anni, il drag ha guadagnato un’enorme popolarità nelle Filippine, andando ben oltre i confini dei comedy bar e dei concorsi gay. Nuovi club dedicati al drag stanno aprendo, le drag queen appaiono sulle copertine delle riviste di moda e promuovono prodotti di marca. Il successo globale di programmi come RuPaul’s Drag Race ha avuto un impatto significativo, rendendo il fenomeno parte integrante della cultura popolare filippina.
Nonostante la forte influenza della Chiesa cattolica, che rimane una delle istituzioni più potenti nel Paese, le nuove generazioni stanno ridefinendo il rapporto tra fede e identità di genere. Jayeel Cornelio, sociologo della religione presso l’Ateneo de Manila University, sottolinea come molti giovani filippini stiano cercando una fede più autentica, spesso al di fuori delle istituzioni tradizionali. Questa ricerca di autenticità si manifesta anche nell’accettazione crescente delle identità LGBTQ e del drag come forma d’arte.
Ma la strada verso l’accettazione non è priva di ostacoli. Le Filippine, pur essendo uno dei Paesi asiatici più tolleranti nei confronti dell’omosessualità, non offrono ancora protezioni legali adeguate per le persone LGBTQ. Le unioni omosessuali non sono riconosciute e la legge contro la discriminazione basata sull’orientamento sessuale è ancora bloccata in Congresso da oltre due decenni. La tensione tra la crescente visibilità delle identità queer e il conservatorismo radicato è evidente nei casi come quello di Pura Luka Vega, un’artista drag arrestata per atti osceni dopo aver interpretato Gesù Cristo in una performance. Questa tensione riflette una società in bilico tra tradizione e modernità, in cui l’influenza della Chiesa cattolica si scontra con una generazione più giovane e connessa al mondo globale, desiderosa di esprimere liberamente la propria identità.
Il drag, in questo contesto, diventa un mezzo di resistenza e di affermazione. Timmy Flores, che si esibisce come Abigaile, è un altro esempio di come il drag possa essere uno strumento di sfida. Cresciuto in una scuola cattolica, ha affrontato l’opposizione della sua famiglia, che voleva sottoporlo a una terapia di conversione. Nonostante ciò, ha continuato a esibirsi, utilizzando i social media per condividere le sue performance durante la pandemia e costruendo una comunità di supporto online.
Il drag non è limitato solo agli uomini gay. Artiste come Samantha Palambiano, una donna eterosessuale che si esibisce come Kieffy Nicole, dimostrano che il drag è una forma d’arte senza genere, aperta a chiunque desideri esplorare la propria identità e creatività. “Il drag è un mezzo di autoespressione“, afferma la Palambiano, sottolineando come questo fenomeno stia superando le barriere di genere e di orientamento sessuale.
Con il crescere della sua popolarità, anche il pubblico si sta diversificando. Loui Gene Cabel, proprietario del Rampa Drag Club, osserva come le donne eterosessuali siano diventate il principale pubblico per le performance drag. Quello che una volta era considerato solo intrattenimento di nicchia, oggi attira una folla eterogenea, contribuendo a cambiare le percezioni sociali e culturali.
Il futuro del drag nelle Filippine sembra promettente. Artiste come Marina Summers, che ha partecipato alla seconda stagione di RuPaul’s Drag Race: UK vs The World, stanno portando il drag filippino sulla scena internazionale, dimostrando che questa forma d’arte può trascendere i confini nazionali. La sua performance ha attirato una folla di fan entusiasti, evidenziando il crescente interesse per il drag non solo come intrattenimento, ma come fenomeno culturale di portata globale.
E in un Paese dove la religione e le tradizioni hanno ancora un peso significativo, il drag rappresenta una sfida audace allo status quo. Anche in luoghi remoti, come la cittadina rurale di Tago, i giovani scoprono il drag su piattaforme come YouTube, dimostrando che l’arte e l’autenticità non conoscono confini.







