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Tutto quello che c’è da sapere sulle 115 accuse nella battaglia legale tra il Manchester City e la Premier League

Il caso del Manchester City contro la Premier League ha riaperto il dibattito sui limiti del Financial Fair Play e sulle regole che governano le transazioni tra parti associate. La questione, di notevole complessità, si estende ben oltre le aule di tribunale, coinvolgendo dinamiche politiche ed economiche che potrebbero ridefinire i confini tra la gestione finanziaria di un club e le normative che regolano il calcio europeo.

Qual è la tempistica di questo processo?

Spero che finisca presto“, ha dichiarato Pep Guardiola la scorsa settimana. Tuttavia, è improbabile che questa previsione si realizzi. Il caso è destinato a durare circa due mesi e mezzo, anche se, considerando la sua complessità, sono previste brevi pause. Arrivare al punto in cui l’udienza formale avrà effettivamente inizio è sembrato già un traguardo, dopo 18 mesi di preparazione. Tuttavia, si prevede che il processo richiederà ancora del tempo. Se l’udienza si concludesse prima di Natale, il comitato, composto da tre membri, dovrà poi discutere e redigere le conclusioni, operazione che potrebbe richiedere ulteriore tempo. Come già avvenuto nei casi dell’Everton e del Nottingham Forest, entrambe le parti avranno il diritto di presentare ricorso contro la sentenza, riavviando così l’intero iter processuale.

Resta quindi aperta la questione di quando verrà applicata un’eventuale sanzione al Manchester City. Nei casi più semplici, come quelli sulle violazioni delle regole di profitto e sostenibilità (PSR), il regolamento della Premier League prevede che la punizione venga applicata immediatamente. Tuttavia, data la complessità del caso del City, la decisione finale sarà lasciata alla discrezione del panel indipendente.

Dato che le presunte violazioni del City coprono diversi anni e sono di natura storica, potrebbe esserci la non urgenza immediata nell’applicazione di eventuali sanzioni. Se, ad esempio, il City dovesse essere penalizzato con una retrocessione, e successivamente vincesse il ricorso, annullare tale retrocessione risulterebbe molto più complesso rispetto a un eventuale rinvio della pena. In definitiva, spetta al panel indipendente decidere, ma l’approvazione formale e l’applicazione delle decisioni sarà nelle mani del consiglio della Premier League.

Quali sono le accuse?

Le accuse mosse contro il Manchester City riguardano principalmente la violazione delle regole finanziarie della Premier League.

Assenza di informazioni finanziarie accurate

Queste accuse coprono un periodo di nove stagioni. Il City è accusato di non aver fornito informazioni finanziarie complete, essenziali per dimostrare la conformità al FFP. In particolare, il club avrebbe gonfiato le entrate derivanti da accordi di sponsorizzazione con aziende legate ad Abu Dhabi, rendendo difficile valutare la reale situazione finanziaria. Questo include violazioni relative a entrate e costi operativi, con una presunta manipolazione dei ricavi provenienti dagli sponsor.

Assenza di dettagli accurati sui pagamenti a giocatori e allenatori

Il Manchester City è anche accusato di non aver dichiarato correttamente alcuni stipendi, mascherandoli per aggirare le regole del FFP. Tra questi ci sono i pagamenti effettuati all’ex allenatore Roberto Mancini e al giocatore Yaya Touré. Mancini, ad esempio, avrebbe ricevuto un compenso attraverso un accordo con il club Al Jazira, che faceva parte del gruppo di Abu Dhabi, ma questo pagamento non sarebbe stato dichiarato come parte del suo stipendio.

Violazione delle norme su profitto e sostenibilità

Il club è accusato di aver violato le regole del PSR per tre stagioni (2015-2016, 2016-2017, 2017-2018), non fornendo una corretta stima delle sue performance finanziarie. Questo include il superamento del limite delle perdite massime consentite, che è fissato a 105 milioni di sterline.

Fuga di informazioni

Molte delle accuse derivano dalle rivelazioni di Football Leaks, pubblicate dalla rivista tedesca Der Spiegel. Secondo le email trapelate, il Manchester City avrebbe cercato di manipolare il flusso di cassa tra gli sponsor e il club per fornire dati non veritieri ai fini del controllo contabile. Il City ha sempre negato le accuse, affermando che si tratta di materiale fuori contesto ottenuto illegalmente.

Controversie sulle sponsorizzazioni

Il nodo centrale delle accuse ruota attorno agli accordi di sponsorizzazione con aziende legate ad Abu Dhabi, su cui il club avrebbe dichiarato solo parte dei ricavi effettivi. Se confermate, queste manipolazioni rappresenterebbero una grave violazione delle regole della Premier League, che richiedono trasparenza e buona fede nella dichiarazione delle informazioni finanziarie.

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Inosservanza delle norme sul FFP della UEFA

Nel 2014 il City ha concluso un accordo con la UEFA dopo che erano stati sollevati dubbi su 118,75 milioni di sterline di sponsorizzazioni. La UEFA aveva respinto la contabilità del club, portando il City a rimborsare 20 milioni di euro dalle entrate televisive e ad accettare limiti di spesa. Nonostante questo accordo, le accuse si riferiscono al periodo tra la stagione 2013-14 e il 2017-18. Sebbene inizialmente queste violazioni ricadessero sotto la giurisdizione della UEFA, anche la Premier League ha regole che richiedono ai club di conformarsi alle normative dell’associazione europea. La regola B.15.6 stabilisce che l’appartenenza alla lega implica l’obbligo di rispettare gli statuti e i regolamenti dell’associazione europea.

Mancata collaborazione alle indagini della Premier League

Queste accuse riguardano la presunta mancanza di cooperazione del Manchester City durante l’indagine della Premier League, che è iniziata nel 2018. Le 35 accuse si riferiscono a ogni stagione dal 2018-19 fino al 2022-23 e includono:

  • Mancata divulgazione di documenti richiesti;
  • Resistenza nel fornire informazioni chiave, sostenendo che fossero riservate;
  • Mancata assistenza “piena, completa e tempestiva” al consiglio della Premier League.

La Premier League sostiene che il club non abbia agito “in buona fede” durante l’indagine. Il City, dal canto suo, ha espresso sorpresa per queste accuse, affermando di aver collaborato ampiamente e di aver fornito un’enorme quantità di materiali dettagliati.

In che cosa differisce questo caso da quello della UEFA esaminato dal TAS?

Differisce in diversi aspetti chiave rispetto a quello esaminato dal Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) nel 2020, che annullò la squalifica del club dalle competizioni europee per presunte violazioni delle norme del FFP della UEFA.

Differenze nelle prove

Il punto più importante è che la Premier League ha accesso a un insieme di prove più ampio rispetto a quello disponibile per la UEFA nel caso presentato al TAS. Nel 2020, la UEFA basava le accuse principalmente sulle email trapelate da Football Leaks. Tuttavia, la vittoria della Premier League nell’ottenere l’accesso a ulteriori materiali, come email e messaggi di testo interni, fornisce un quadro probatorio più robusto, che non era stato disponibile durante il processo precedente.

Ampiezza delle accuse

Mentre il caso UEFA si concentrava principalmente su violazioni del Fair Play Finanziario e sugli accordi di sponsorizzazione, le nuove accuse sono molto più ampie. Includono non solo violazioni delle regole finanziarie (comprese quelle sulla trasparenza delle sponsorizzazioni), ma anche quelle riguardanti le transazioni tra parti correlate (APT), ovvero accordi finanziari tra il club e aziende collegate alla proprietà del City. Queste regole limitano il grado in cui aziende legate alla proprietà del club possono sponsorizzarlo, per evitare l’inflazione artificiale delle entrate e il superamento dei limiti di perdita imposti dal PSR. Il City ritiene che tali regole siano discriminatorie e violino le leggi sulla concorrenza.

Differenza nei procedimenti legali

Il caso UEFA fu gestito dal TAS, un organismo arbitrale con competenza su controversie sportive internazionali, che si concentrò sulla violazione delle regole UEFA. La Premier League, invece, sta agendo all’interno del proprio sistema disciplinare, con poteri sanzionatori specifici per i club membri del campionato inglese. Questo porta a una situazione in cui il Manchester City si trova ad affrontare due organi regolatori diversi con differenti strutture legali e modalità di indagine.

Implicazioni strategiche

La strategia legale del City sembra mirare non solo a difendersi dalle accuse specifiche, ma anche a mettere pressione sulla Premier League attraverso possibili contenziosi a lungo termine, che potrebbero durare anni e avere un impatto finanziario enorme.

In sintesi, le accuse relative alla falsificazione dei dati finanziari e alle violazioni del Fair Play Finanziario sono le più serie, in quanto riguardano l’integrità economica del club e il rispetto delle regole che garantiscono una competizione equa. La mancata collaborazione è considerata meno grave, ma potrebbe comunque influire sulla gravità della condanna complessiva, qualora il Manchester City venisse ritenuto colpevole di altre violazioni più importanti.

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