L’edizione 2026 allarga ancora scala e contraddizioni del torneo: più squadre, più partite, più pubblico, più politica. Ma la Coppa del Mondo continua a concentrare un impatto simbolico che nessun altro evento calcistico possiede.
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Il presidente della FIFA ha trasformato il calcio mondiale in una macchina più ricca, più vasta e più personale che mai. I Mondiali del 2026 saranno il suo capolavoro — o il momento in cui il sistema mostrerà tutte le sue crepe.
La crisi del calcio italiano viene raccontata quasi sempre attraverso i suoi sintomi più visibili: i risultati delle nazionali, la...
La Coppa del Mondo 2026 promette prestigio e turismo, ma lascia a città e stati gran parte dei costi. Un’analisi del modello FIFA tra profitti privati e spese pubbliche.
L’Arsenal torna campione dopo 22 anni. Analisi del titolo 2025-26: il lavoro di Arteta, la continuità del progetto, il mercato e la finestra storica sfruttata meglio di tutti.
Tra biglietti dinamici, viaggi interminabili, camere condivise in dieci e carte di credito prosciugate, i tifosi argentini si preparano al Mondiale più caro di sempre. Per molti non è più solo una trasferta: è una prova di resistenza economica e sentimentale.
Il doblete nerazzurro non può essere ridotto a una sola firma. Cristian Chivu ha inciso davvero sulla stagione dell’Inter, ma scudetto e Coppa Italia sono il prodotto di un equilibrio più profondo: rosa, continuità, struttura e guida tecnica.
Il Paris Saint-Germain ha affidato i poster della Champions agli studenti delle scuole d’arte di Parigi: un progetto che unisce calcio, design e identità culturale.
Dalle estati a Tsalenjikha ai grandi palcoscenici del PSG: la storia di Khvicha Kvaratskhelia, simbolo della Georgia calcistica e protagonista in Champions.
Il caso Rocchi scuote il calcio italiano, ma non è Calciopoli. Dietro l’inchiesta emerge una faida interna al mondo arbitrale, tra sospetti, potere e processi mediatici.
San Siro, perché la turbativa d’asta potrebbe poggiare su un equivoco
Tempi da 25 minuti, niente cartellini rossi, addio alle provinciali e una Serie A per soli grandi marchi. Le idee del presidente del Napoli partono da problemi reali, ma la cura proposta somiglia a un calcio più povero, più chiuso e molto meno umano.















