Dal rame al nichel, il Kazakistan diventa snodo strategico della transizione energetica. Tra investimenti cinesi, aperture all’Occidente e nuovi equilibri politici, la steppa centroasiatica è al centro di una silenziosa partita globale.
Taglio dei dazi sulle auto, concessioni su tessile e servizi, agricoltura lasciata fuori. Perché l’accordo arriva proprio adesso, con Trump e Cina sullo sfondo.
Nascosto dietro le narrazioni ufficiali sul Venezuela c’è il greggio pesante, cuore pulsante di un sistema industriale che l’America non può aggiornare né abbandonare. Una storia di energia, tempo e potere.
Sempre più persone restano single nei Paesi ricchi. Dati su Italia, Europa e Asia spiegano il calo di matrimoni e nascite tra app di dating, polarizzazione politica e trasformazioni sociali.
Le nascite crollano ovunque, più in fretta di quanto dicano le stime ONU. Il picco della popolazione potrebbe arrivare già negli anni 2050 e poi iniziare la contrazione, con effetti enormi su economia, welfare e geopolitica.
Dani Rodrik propone una nuova via per curare l’economia globale: produttività diffusa, servizi valorizzati, sperimentazione pubblica e tecnologie pro-lavoro. Un paradigma post-globalizzazione che guarda oltre il neoliberismo e il protezionismo.
Nel porto di Ningbo, cuore del commercio globale cinese, fabbriche e container non si fermano mai. Ma dietro la crescita dell’export emergono crisi immobiliare, consumi in calo e un malcontento diffuso che raccontano le contraddizioni dell’economia cinese di oggi.
Un’analisi critica del mito dell’abbondanza promessa dall’intelligenza artificiale: crescita economica, lavoro, disuguaglianze e il rischio che i benefici dell’A.I. vadano solo a chi possiede il capitale.
Come i super-ricchi evitano le tasse: strategie legali, residenza flessibile e un sistema fiscale costruito su misura per chi possiede di più.














