Tasman Drive
Foto: Matthew Abbott

La strada più fotografata d’Australia e il prezzo nascosto della viralità

Tasman Drive, a Gerringong, è un breve tratto di asfalto sulla costa del Nuovo Galles del Sud, a circa 145 chilometri da Sydney, ed è diventato sui social “la strada più bella d’Australia”, smettendo di essere, per l’amarezza dei locali, un semplice paesaggio, in cui da un lato si allineano case multimilionarie e dall’altro si apre una vasta distesa erbosa che affaccia su colline verdi e sull’oceano, e da un certo punto della carreggiata la baia sembra quasi inghiottire la strada.

Le auto dei visitatori procedono lentamente, i finestrini si abbassano, i telefoni sporgono verso l’esterno nel tentativo di catturare l’angolazione perfetta; poi arrivano i treppiedi piazzati in mezzo alla strada, i selfie ripetuti, le pose studiate, le soste improvvise. Come chiunque voglia una fotografia davanti alla Torre Eiffel, così ora i visitatori vogliono la loro foto su Tasman Drive. Durante i periodi di vacanza, raccontano gli abitanti, il traffico può diventare così fitto da costringerli a riorganizzare la propria giornata. La strada a due corsie, pensata per una normale vita di quartiere, finisce invece per riempirsi di auto parcheggiate in doppia fila, con tutto ciò che ne consegue in termini di accesso e sicurezza. Il turismo da social non lascia il tempo di creare abitudini, ma produce un salto improvviso tra la vita ordinaria del luogo e il suo nuovo statuto di icona digitale.

Il sindaco Cameron McDonald ha ammesso che la popolarità della strada ha colto il consiglio comunale di sorpresa, e nelle prossime settimane è prevista una campagna porta a porta per raccogliere le opinioni dei residenti. Si stanno valutando varie misure: dalle restrizioni sui parcheggi ai cartelli multilingue che indichino i bagni pubblici, dai nuovi cestini per i rifiuti ai tavoli da picnic. Gerringong non è un paese ostile al turismo; al contrario, ne vive in misura considerevole. I dati del consiglio mostrano che negli ultimi sei mesi la spesa turistica media mensile nella zona è stata di circa 2.4 milioni di dollari australiani, con un aumento del 51,6% rispetto al semestre precedente. Dunque il problema non è il turismo in sé, ma il tipo di squilibrio che si crea quando l’economia locale dipende dai visitatori e al tempo stesso una parte della vita quotidiana dei residenti viene erosa dalla loro presenza. È un equilibrio delicatissimo, e infatti il sindaco ha parlato apertamente della necessità di conciliare i bisogni di chi arriva con quelli di chi resta.

Ci sono stati visitatori che hanno chiesto di usare i bagni o perfino le cucine dei residenti; altri che, non trovando alternative, hanno urinato sui prati davanti alle case. Un accumulo surreale di piccole violazioni che sta progressivamente cambiando la percezione di vivere in un quartiere tranquillo. E, come spesso accade, la reazione dei residenti non è uniforme. Alcuni sembrano avere sviluppato una forma di tolleranza quasi filosofica verso l’afflusso di curiosi. Hanno persino lasciato usare il loro bagno ad alcuni turisti disperati.

Tutti dovrebbero goderselo. Non è di mia proprietà.

Cathy O’Connor, residente dal 2010

Ma come si protegge un luogo senza trasformarlo in una fortezza?

Sappiamo quanto possa essere frustrante per i residenti vedere il proprio quartiere diventare virale da un giorno all’altro. Queste persone avevano comprato casa in una strada tranquilla, e ora si trovano circondate tutto l’anno da visitatori che cercano lo scatto perfetto.

Tasman Drive
Foto: Matthew Abbott

Tasman Drive si è trasformata in un piccolo laboratorio di ciò che accade quando i social media cambiano la gerarchia dei luoghi, dissolvendo la distanza tra spazio privato e spazio mediatico. Non c’è nulla di scandaloso nel desiderio di vedere un posto bello, e non c’è nulla di sorprendente nel fatto che un panorama simile attiri visitatori. Ma il problema comincia quando la bellezza di un luogo viene consumata senza limite e senza l’infrastruttura necessaria in grado di assorbire l’ondata di attenzione che l’algoritmo gli scarica addosso.

La fama può cambiare l’uso di una strada, alterarne il traffico, persino modificare la routine e la vita dei residenti, ma non può, almeno per ora, cancellare la ragione per cui quel luogo è diventato desiderabile. Tasman Drive era — ed è ancora — un posto bellissimo e tranquillo in cui vivere. Il problema è che oggi vivere in un posto così significa sempre più spesso dover fare i conti con l’economia dell’attenzione.

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