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Perché l’alcol altera le emozioni?

Dal momento in cui si alza il primo bicchiere, l’alcol esercita effetti complessi sul cervello e sul corpo. Nell’immediato può sembrare un alleato del buon umore: rilassa, scioglie le inibizioni e talvolta genera una sensazione di euforia. Il mattino seguente, però, la percezione spesso cambia radicalmente. Oltre ai sintomi fisici più noti della sbornia — mal di testa, nausea, sete intensa o sensibilità alla luce — molte persone sperimentano anche un disagio emotivo persistente.

Questo stato viene spesso definito “hang-xiety”, una forma di ansia legata alla sbornia. Può manifestarsi con irritabilità, difficoltà di concentrazione, sensazione di confusione mentale e, in alcuni casi, con un senso di vergogna o di rimorso per ciò che è accaduto la sera precedente.

Queste reazioni del giorno successivo rappresentano soltanto una parte dell’impatto che l’alcol ha sulla salute mentale. Numerosi studi collegano infatti il consumo eccessivo e prolungato anche a disturbi come depressione e ansia.

Cosa succede al tuo cervello quando bevi

Per comprendere meglio questi effetti bisogna osservare ciò che accade nel cervello mentre si beve. L’alcol interferisce con l’equilibrio dei neurotrasmettitori, le molecole che permettono alle cellule nervose di comunicare tra loro. All’inizio, stimola il rilascio di dopamina nei centri cerebrali del piacere, provocando una sensazione di benessere. Allo stesso tempo amplifica l’azione del neurotrasmettitore GABA, che favorisce il rilassamento e la sonnolenza, mentre riduce l’attività del glutammato, sostanza coinvolta nei processi della memoria e della coordinazione.

L’alcol interviene contemporaneamente su diversi sistemi neurologici e questa azione combinata genera una miscela di sensazioni contrastanti — rilassamento, euforia, sonnolenza — che possono cambiare rapidamente nel corso della stessa serata.

Quando l’organismo inizia a metabolizzare l’alcol, il cervello tenta di ristabilire il proprio equilibrio chimico. È in questa fase che compaiono spesso i sintomi più spiacevoli. Alcuni studi mostrano che il giorno dopo aver bevuto molte persone si sentono meno tranquille e più stanche del normale. Una ricerca condotta nel 2021 ha inoltre osservato che le persone con i postumi dell’alcol faticano maggiormente a regolare le proprie emozioni. In quello stato, spiegano i ricercatori, tutto tende a essere percepito in modo più negativo.

Gli effetti dell’alcol sull’umore

Le reazioni emotive che compaiono dopo aver bevuto non hanno una sola causa, perché entrano in gioco diversi fattori che agiscono contemporaneamente sull’organismo. Il sonno è uno dei più importanti. L’alcol può far addormentare più velocemente, ma altera la qualità del riposo perché riduce la fase REM, fondamentale per il recupero mentale. Di conseguenza il sonno risulta più leggero e frammentato, e il giorno dopo si è più esposti a nervosismo e ansia.

Anche la disidratazione può incidere sull’umore. L’alcol favorisce la perdita di liquidi e, secondo alcune ricerche, questo contribuisce a sensazioni di irritabilità e malessere generale. A tutto ciò si aggiunge il fatto che l’alcol abbassa le inibizioni sociali e può compromettere la memoria, aumentando la probabilità di comportamenti impulsivi o decisioni che, il mattino seguente, si guardano con rimorso.

L’intensità dei postumi varia molto da persona a persona. Genetica, peso corporeo, quantità di grasso, alimentazione e livello di idratazione giocano tutti un ruolo. Anche le caratteristiche psicologiche possono influire. Una ricerca del 2019 ha mostrato, per esempio, che le persone particolarmente timide tendono a sperimentare livelli più alti di ansia la mattina dopo aver bevuto rispetto a chi è più estroverso.

L’uso cronico di alcol può inoltre modificare nel tempo i livelli di base dei neurotrasmettitori nel cervello. In alcune situazioni questo cambiamento rende il sistema nervoso più incline all’iper-eccitazione, aumentando il rischio di attacchi di panico quando si smette improvvisamente di bere. Gli esperti, tuttavia, non hanno ancora stabilito con precisione quale quantità di alcol possa provocare questi effetti.

Per limitare il rischio di un “hangover emotivo”, alcuni esperti suggeriscono un piccolo esercizio di consapevolezza. Prima di bere, provare a immaginare non solo il piacere immediato della serata, ma anche come ci si sentirà il mattino dopo. Anticipare mentalmente quel momento spesso aiuta a ridimensionare l’entusiasmo del momento e a bere con maggiore moderazione.

Le persone particolarmente timide tendono a sperimentare livelli più alti di ansia la mattina dopo.

Come affrontare la situazione

Non esistono ancora soluzioni scientificamente dimostrate capaci di separare i sintomi fisici della sbornia da quelli emotivi. Mal di testa, stanchezza, irritabilità e ansia fanno parte dello stesso processo fisiologico che si attiva quando l’organismo metabolizza l’alcol. Tuttavia alcuni accorgimenti possono ridurre la probabilità di postumi intensi.

Uno dei più efficaci è semplicemente rallentare il ritmo con cui si beve. Distribuire le bevande nell’arco della serata permette al corpo di metabolizzare l’alcol più gradualmente. Anche alternare ogni drink con un bicchiere d’acqua può aiutare, perché limita la disidratazione e riduce la quantità complessiva di alcol ingerita. Un altro metodo utile consiste nel diluire le bevande, ad esempio aggiungendo ghiaccio o scegliendo cocktail meno concentrati. In questo modo si abbassa la dose effettiva di alcol senza rinunciare del tutto alla convivialità del momento.

È altrettanto importante ricordare che l’ansia o il malumore del giorno successivo fanno parte del normale ciclo della sbornia e, nella maggior parte dei casi, tendono a svanire con il passare delle ore. Il corpo ha semplicemente bisogno di tempo per completare il processo di smaltimento dell’alcol e ristabilire il proprio equilibrio. Per questo i rimedi più semplici restano spesso i più efficaci. Riposare, reidratarsi e concedersi una pausa durante la giornata può aiutare l’organismo a recuperare più rapidamente. In molti casi persino un breve sonnellino pomeridiano offre un sollievo immediato, perché permette al cervello di recuperare parte del sonno disturbato della notte precedente.

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