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Foto: Roland Weihrauch/DPA

Il bacio è più antico dell’uomo: lo facevano già 16 milioni di anni fa

C’è qualcosa nel bacio che sfugge all’utilità biologica ma persiste con ostinazione nel comportamento umano e animale. Gesto di affetto, di seduzione, di rassicurazione, di legame: il bacio è tutto questo, ma forse è anche molto di più. Ora, una nuova ricerca condotta da un team di biologi evoluzionisti dell’Università di Oxford riporta indietro le lancette dell’orologio evolutivo fino a 16 milioni di anni fa.

Lo studio, guidato dalla dottoressa Matilda Brindle, non solo stabilisce che il bacio è assai più antico di quanto si pensasse, ma dimostra anche che è ampiamente diffuso nel regno animale. Non si tratta di un’esclusiva dell’Homo sapiens o dei suoi cugini primati; anche insetti, pesci, uccelli e orsi polari sono stati osservati mentre si scambiavano contatti bocca a bocca, privi di finalità alimentari, e spesso carichi di significati sociali o affettivi.

Tecnicamente il bacio è un’ “interazione non agonistica, intra-specifica, orale-orale, con movimento delle labbra o delle parti bocca, senza trasferimento di cibo”, ma ciò racconta solo in parte la natura profonda del gesto. Perché ciò che chiamiamo bacio coinvolge vulnerabilità e prossimità. Ed ha, da sempre, un impatto emotivo potente.

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Foto: Marcos del Mazo/LightRocket

Nella narrazione della selezione naturale, il bacio rappresenta un enigma. Non garantisce la sopravvivenza né porta benefici riproduttivi immediati. È simbolico, talvolta rituale. Eppure, si ripete con costanza in diverse culture umane e, come mostra lo studio, anche tra altre specie.

Il bacio è un comportamento davvero curioso,” ha spiegato la dottoressa Brindle. “Lo diamo per scontato nella nostra vita quotidiana, ma lo abbiamo raramente esplorato dal punto di vista evoluzionistico.” Eppure, ciò che emerge è una pratica antica, che precede di gran lunga la comparsa della scrittura, del linguaggio articolato, e forse persino della coscienza come la intendiamo oggi.

La ricerca si è concentrata soprattutto sui grandi primati (oranghi, gorilla, babbuini) osservandone le interazioni affettive. Ma i dati hanno sorpreso anche gli stessi studiosi. I comportamenti simili al bacio sono apparsi in animali distanti tra loro: dagli albatros agli insetti sociali, fino ai carnivori artici.Non mi aspettavo di trovarne così tanti”, ha ammessi Brindle. “È stata una vera rivelazione.”

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Il bacio tra Cary Grant e Ingrid Bergman nel film di Hitchcock, Notorius, è stato celebrato come “il bacio più lungo della storia del cinema”

In questa lente temporale ampia, il bacio diventa una finestra sul bisogno di connessione che accomuna molte forme di vita. Tra genitori e figli, tra compagni, tra membri dello stesso gruppo sociale, la prossimità dei volti, il tocco delle bocche, assumono un valore comunicativo profondo.

Nei Neanderthal, ad esempio, i ricercatori hanno identificato una condivisione microbica con l’Homo sapiens che lascia ipotizzare uno scambio di fluidi orali, e quindi la pratica del bacio, anche tra specie differenti. Un dettaglio che apre domande affascinanti sul rapporto tra intimità e interazione evolutiva.

Se da un lato questa scoperta non consente ancora di attribuire al bacio un “vantaggio adattivo” preciso, dall’altro ne suggerisce la funzione, più sottile, di costruire legami e di rafforzare la coesione sociale.

Il lavoro pubblicato dal team di Oxford rappresenta un invito a osservare con occhi nuovi i gesti che riteniamo scontati. La speranza della dottoressa Brindle è che altri studiosi, impegnati sul campo, inizino a documentare con rigore scientifico queste interazioni tra animali, contribuendo a creare un archivio condiviso.

Abbiamo bisogno di più dati. Solo così potremo iniziare a comprendere davvero se il bacio sia più di un semplice passatempo romantico, come amava definirlo Ingrid Bergman. Potrebbe essere la chiave per decifrare l’evoluzione dell’affetto.

Un gesto tenero e millenario, sospeso tra biologia e poesia, che resiste al tempo e ci ricorda che, forse, baciarsi è un istinto scritto nei geni.

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