Quando si pensa ai pirati, l’immagine più comune è quella di uomini barbuti con cappelli a tricorno, spade sguainate e un debole per il rum. Ma la pirateria non è stata affatto un club esclusivamente maschile. La presenza delle donne sulle navi era contraria al codice dei pirati, che proibiva di farle salirle a bordo. Era una regola introdotta sia perché le donne non erano considerate sufficientemente forti e coraggiose per la vita in mare, sia soprattutto per il timore che potessero scatenare gelosie e rivalità tra i pirati. Ma alcune di esse hanno infranto le regole e si sono fatte strada nei mari, diventando delle vere e proprie leggende. Ma chi tra loro merita davvero il titolo di “regina dei pirati”?
Grace O’Malley: la piratessa d’Irlanda

Se c’è una donna che ha incarnato lo spirito della pirateria, quella è Grace O’Malley, conosciuta anche come Gráinne Mhaol. Nata intorno al 1530 in Irlanda, era figlia di un capo clan che dominava le coste occidentali del Paese. Fin da piccola si appassionò alla navigazione e, anziché restare a casa a filare la lana, preferì salpare con la flotta di famiglia per commerciare (e saccheggiare).
La sua determinazione la portò a scontrarsi con l’Inghilterra, che stava espandendo il suo controllo sull’isola. Sposò Donal an Chogaidh O Flaithbheartaigh e, quando rimase vedova, si unì in seconde nozze con Risdeard an Iarainn Bourke, consolidando il suo potere. Ma il vero colpo da maestra fu l’incontro con la regina Elisabetta I nel 1593: due donne forti faccia a faccia in una trattativa che salvò il figlio di Grace e, sorprendentemente, anche la sua carriera di pirata. Morì nel 1603, lasciando dietro di sé una storia da film.
Ching Shih: la piratessa che terrorizzò la Cina

Se si parla di numeri e potenza, allora Ching Shih è imbattibile. Nata nel 1775, questa ex prostituta divenne la moglie del pirata Zheng Yi e, alla sua morte, si ritrovò a capo di una flotta gigantesca: oltre 1.800 navi e circa 80.000 uomini. Roba da far impallidire anche i più celebri pirati dei Caraibi! Laura Duncombe, autrice di Pirate Women: The Princesses, Prostitutes, and Privateers Who Ruled the Seven Seas, afferma che “[Ching Shih] è stata assolutamente, indiscutibilmente la più grande piratessa mai esistita“.
Ching Shih non era solo feroce, ma anche incredibilmente astuta. Mise in piedi un vero e proprio codice di condotta per la sua ciurma, mantenendo il controllo con il pugno di ferro. E quando decise di ritirarsi nel 1810, riuscì a strappare un accordo con il governo cinese che le permise di tenersi il bottino e vivere il resto dei suoi giorni in tranquillità. Una vera regina dei mari, fino alla sua morte nel 1844.
Anne Bonny e Mary Read: le piratesse dell’Età d’Oro

Tra le figure più iconiche della pirateria, Anne Bonny e Mary Read meritano sicuramente una menzione d’onore. Le notizie su Anne Bonny (o Bonnie) provengono in gran parte dal libro A General History of the Pyrates del capitano Charles Johnson, pubblicato nel 1724, e non sempre si possono considerare attendibili. Anne, probabilmente nata in Irlanda, si unì alla ciurma del pirata Calico Jack Rackham, dove conobbe Mary Read, un’altra donna che si faceva passare per uomo per poter combattere.
Le due, diventate inseparabili, combatterono fianco a fianco fino al giorno in cui l’equipaggio fu catturato il 22 ottobre 1720 dal capitano Jonathan Barnet vicino alla Giamaica. Mentre gli altri vennero giustiziati, Anne e Mary si salvarono dichiarando di essere incinte. Mary morì in prigione nel 1721, ma il destino di Anne rimane avvolto nel mistero. Alcuni dicono che sia riuscita a fuggire e abbia vissuto il resto della sua vita lontano dai mari.
Chi merita il titolo di Regina dei Pirati?
Se il titolo dovesse andare alla piratessa più nobile e astuta, allora Grace O’Malley sarebbe la vincitrice. Ma se si parla di puro potere, nessuno può competere con Ching Shih, che ha gestito una flotta più grande di quella di molte marine nazionali.
Alla fine, tutte queste donne hanno lasciato un segno nella storia della pirateria, dimostrando che il mare non era solo un gioco da uomini. Con il loro coraggio e la loro intelligenza, hanno scritto pagine leggendarie della storia dei pirati. E, in fondo, chi ha bisogno di una corona quando si ha una nave e un equipaggio pronto a seguire ogni tuo ordine?







