Fino a qualche decennio fa, l’uso di steroidi anabolizzanti era appannaggio esclusivo dei culturisti professionisti o di atleti che volevano spingere il proprio corpo oltre i limiti naturali. Oggi, però, l’utilizzo di queste sostanze si è diffuso ben oltre le palestre di bodybuilder, coinvolgendo anche persone comuni che decidono di fare ricorso a questi farmaci per migliorare il proprio aspetto fisico o le prestazioni atletiche. In Italia, come nel resto del mondo, il fenomeno è in continua crescita, e con esso le preoccupazioni legate ai potenziali effetti collaterali di lungo termine sulla salute.
Come riportato nel Regno Unito da Jim McVeigh, un ricercatore della Manchester Metropolitan University, circa 500.000 uomini in Gran Bretagna fanno uso di steroidi, ma alcuni esperti come Joseph Kean, responsabile dei servizi pubblici per il comune di Bradford, ritengono che il numero potrebbe essere molto più alto, forse il doppio. E in Italia? I dati ufficiali non sono altrettanto dettagliati, ma la diffusione degli steroidi nel nostro Paese segue un trend simile, con un numero crescente di giovani che li utilizzano.

Nel 2018 un gruppo di ricercatori ha pubblicato uno studio che definiva gli steroidi una “epidemia nascosta” e una “minaccia incombente per la salute pubblica“.
In Italia, l’accesso agli steroidi anabolizzanti, sebbene illegale senza prescrizione medica, è divenuto sempre più semplice grazie a canali non ufficiali, come il mercato nero online. Non è difficile trovare forum e gruppi social dove viene venduto di tutto, dalle versioni sintetiche di testosterone a farmaci veterinari, usati per ingrossare il bestiame.
In alcune palestre italiane, si racconta di ragazzi che, pur non partecipando a competizioni sportive, decidono di assumere steroidi per accelerare la crescita muscolare o migliorare le prestazioni. Il problema è che molti di questi individui, attratti dalla promessa di un corpo scolpito, non sono consapevoli dei rischi. “All’inizio avevo paura di usare aghi e farmaci sconosciuti“, racconta un ventenne, che ha iniziato la sua prima cura di steroidi dopo meno di un anno in palestra. “Ora è diventato parte della mia routine, come bere un caffè al mattino“.
Il boom dell’uso di steroidi non è limitato solo ai giovani. Ci sono anche uomini più anziani che si rivolgono a queste sostanze per combattere la perdita di forza e vitalità con l’avanzare dell’età, o per raggiungere un ideale estetico che appare sempre più irraggiungibile senza l’aiuto di farmaci.
Sottoculture un tempo marginali, a lungo legate all’uso di steroidi, come il bodybuilding e il powerlifting, stanno progressivamente entrando a far parte del mainstream. Hanno trovato terreno fertile sui social media, proprio mentre i tabù culturali legati alle droghe e agli interventi di chirurgia plastica si sono indeboliti. Il risultato è che oggi un numero crescente di giovani si sente attratto o spinto a superare i propri limiti naturali, in un modo che alle generazioni passate sarebbe apparso spaventoso o patologico.
Molti giovani sono costantemente esposti a messaggi che indicano come un corpo muscoloso sia indispensabile. Celebrità, dalle star del cinema ai protagonisti attraenti di reality show come Temptation Island, sono sempre più muscolose. L’idea che “i muscoli ti fanno avere successo con le ragazze” emerge spesso nelle interviste e nelle ricerche. Molti citano i social media come fonte costante di immagini di uomini muscolosi e di successo, sia amici sia influencer, che spesso li fanno sentire insoddisfatti di se stessi. Pur dedicandosi al sollevamento pesi o al fitness per sentirsi meglio, spesso hanno la sensazione di non progredire abbastanza, di non raggiungere i traguardi che desiderano. In molti sperano che gli steroidi potessero aiutarli a colmare quel divario.
Nel suo libro del 1999, The Male Body, Susan Bordo ha notato come, nel decennio precedente, la pubblicità e la cultura di massa si fossero concentrate su un modello di corpo maschile – muscoloso, atletico e spesso quasi nudo – che per gran parte dell’era moderna non era stato considerato né ideale né raggiungibile. L’erosione delle gerarchie sociali della metà del XX secolo aveva indebolito il tradizionale legame tra tipo di corpo e la posizione sociale: da una parte, l’impiegato d’ufficio magrolino; dall’altra, l’operaio di fabbrica muscoloso. Liberate da queste associazioni, le persone avevano iniziato a vedere il proprio corpo come una rappresentazione della propria identità. In questa nuova realtà, Bordo osservò che lo sguardo implacabile della cultura consumistica di massa avrebbe avuto lo stesso impatto vergognoso sugli uomini che aveva avuto per le donne. “Non avrei mai immaginato“, si lamentava, “che l’uguaglianza sarebbe andata nella direzione in cui gli uomini si sarebbero preoccupati di più del loro aspetto, piuttosto che le donne di meno“.
Uno studio fatto su scala mondiale ha rilevato che circa il 6,4% degli uomini e l’1,6% delle donne hanno usato steroidi almeno una volta nella vita. Questo numero è destinato a crescere, specialmente in un contesto culturale in cui l’immagine di successo è spesso associata a un corpo scolpito e ipertrofico.
L'attrattiva di base degli steroidi è facilmente comprensibile: fanno esattamente ciò che promettono, ovvero far crescere i muscoli velocemente.
Gli steroidi anabolizzanti sono farmaci derivati dal testosterone, l’ormone maschile responsabile dello sviluppo dei muscoli, della forza fisica e di altri tratti tipicamente maschili, come la crescita della barba e l’abbassamento della voce. Durante un ciclo di steroidi, i livelli di testosterone possono aumentare di 100 volte rispetto a quelli normali, consentendo al corpo di aumentare la massa muscolare in modo rapido e significativo. Tuttavia, questo sovraccarico ormonale ha anche effetti collaterali pericolosi.
Uno studio del 2018 ha rilevato che chi usa steroidi ha guadagni di forza superiori del 52% rispetto a chi non li usa, ma gli effetti collaterali possono essere devastanti. Il corpo umano non reagisce solo con la crescita muscolare: si verificano anche cambiamenti pericolosi come l’ispessimento delle pareti cardiache, che aumentano il rischio di infarti, e l’atrofia testicolare, causata dall’interruzione della produzione naturale di testosterone. Come riportato dai ricercatori, alcuni utilizzatori vedono i propri testicoli ridursi di dimensioni e perdere la capacità di produrre sperma vitale, con conseguenti problemi di fertilità.
Gli effetti sul cuore sono altrettanto preoccupanti. Il sovraccarico di globuli rossi ispessisce il sangue, ponendo ulteriore stress sul cuore. Gli steroidi possono far crescere il tessuto mammario negli uomini, a causa dell’aumento dei livelli di estrogeno nel corpo, un effetto collaterale imprevisto ma frequente.
E ancora, i danni cerebrali sono tra gli effetti meno noti ma più preoccupanti. Uno studio norvegese del 2020 ha scoperto che gli uomini che avevano assunto steroidi per almeno un anno mostravano una riduzione significativa del volume cerebrale e della materia grigia. Anche le funzioni cognitive possono essere compromesse, con disturbi della memoria e del ragionamento. A livello psicologico, alcuni utilizzatori riferiscono di sentirsi costantemente in uno stato di ansia o di depressione dopo l’uso di steroidi.
Uno steroide molto popolare è il Trenbolone, o “Tren“. Sappiamo meno sui suoi effetti, perché, dalla sua invenzione negli anni Sessanta, non è mai stato ufficialmente testato per l’essere umano. È un farmaco per il bestiame, utilizzato per ingrassare gli animali. Scott McNally, allenatore e podcaster, ha descritto il Tren come “un composto molto potente, un tempo riservato ai bodybuilder più estremi“. Un culturista più anziano l’ha definito “uno steroide degli steroidi“. I suoi effetti includono immensa crescita muscolare, ma anche depressione, insonnia, acne e un fenomeno noto come “tosse da tren“, un attacco di tosse subito dopo l’iniezione del farmaco.
Un tempo, queste informazioni erano disponibili solo tramite conversazioni private e opuscoli distribuiti nelle palestre. Oggi, invece, sono alla portata di tutti. Instagram e TikTok sono pieni di meme sulla sua assunzione, con due influencer molto noti chiamati i Tren Twins, che lo hanno reso parte del loro brand. Su YouTube e nei forum online, si trovano discussioni dettagliate su come modificare un ciclo di steroidi per ottenere risultati ottimali, spesso guidati da utenti veterani. Il tono è quasi sempre di estrema sicurezza, tanto da far credere che questi appassionati “scienziati amatoriali dei muscoli” abbiano realmente compreso a fondo il funzionamento degli steroidi. Ma non è proprio così: la maggior parte di questi composti non è mai stata approvata per l’essere umano, quindi scientificamente siamo molto all’oscuro.
In Danimarca e Svezia, alla polizia è stato dato il potere di effettuare irruzioni casuali nelle palestre e persino di fermare persone particolarmente muscolose per strada, chiedendo loro di sottoporsi immediatamente a un test delle urine. Questa pratica è diventata nota come muscle-profiling, o muskelprofiler in svedese. Nel 2010, questa politica ha attirato l’attenzione internazionale quando il bodybuilder americano Toney Freeman è stato arrestato in Svezia. Freeman è stato portato in una stazione di polizia e, secondo quanto riportato, costretto a fornire un campione di urina; è stato rilasciato lo stesso giorno senza essere accusato di alcun reato. Alex Danielsson, ex direttore della rivista Body, ha raccontato come questa pratica abbia creato un clima di paura non solo tra i partecipanti agli eventi di bodybuilding, ma anche tra i frequentatori di palestre e centri fitness, con scarsi risultati nell’effettiva riduzione dell’uso di steroidi. Un rapporto di un’organizzazione svedese per la lotta alla droga ha confermato che il numero di utilizzatori di steroidi nel Paese è probabilmente aumentato dagli anni Novanta.
Ma il problema dell’uso di steroidi non può essere risolto solo con la repressione legale. In Italia, come in altri Paesi, è necessario un approccio più ampio che includa campagne di sensibilizzazione mirate, soprattutto nelle scuole e nelle palestre. È altrettanto importante che il sistema sanitario offra supporto a chi decide di smettere, attraverso cliniche specializzate e programmi di monitoraggio della salute per coloro che sono già dipendenti da queste sostanze, come succede già nel Regno Unito.
Inoltre, un ruolo cruciale lo devono giocare i media e gli influencer, che possono contribuire a creare una cultura del benessere fisico basata su metodi naturali e sostenibili, piuttosto che su soluzioni artificiali e pericolose. Solo così sarà possibile arginare un fenomeno che, se non controllato, rischia di diventare una vera e propria emergenza sanitaria anche in Italia.






